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    Reggio Calabria, servizio assistenza all’autonomia ed alla comunicazione: Sul diffida Comune

    “Continua la desolante confusione sul servizio di assistenza all’autonomia ed alla comunicazione a causa dei ripetuti e gravi errori di gestione che hanno origine nel bando di gara dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria ed alle decisioni delle cooperative aggiudicatarie di emanare un avviso di reclutamento del personale che ci ha obbligato ad indirizzare loro una diffida formale che, qualora i comportamento non dovessero essere corretti, si tradurrebbe in un ricorso agli organi giudiziari competenti per la tutela della legalità e dei diritti delle persone interessate”. E’ quanto si legge in una nota del Sul. “Come noto, gli ASACOM (assistenti all’autonomia ed alla comunicazione) svolgono un indispensabile servizio di supporto agli alunni svantaggiati perché possano frequentare con profitto le scuole ed avere momenti di socializzazione nel loro percorso di studi. Questa figura di professionisti non è tutelata dalla legislazione, cosa che il SUL denuncia da anni e sulla quale ha imbastito battaglie che stanno cominciando a dare i risultati sperati. Ma c’è una legge che tutela il diritto dei soggetti svantaggiati, ed è la legge 104/1992 che assegna all’alunno disabile il diritto ad avere alla continuità assistenziale-educativa, ossia a non cambiare il proprio assistente educativo o alla comunicazione. È, quindi, chiarissimamente, un diritto in capo a chi deve avere l’assistenza scolastica prevista. Ovviamente ciò comporta che l’assistente che abbia ben svolto il proprio lavoro, con soddisfazione degli interessati e delle famiglie, debba essere confermato in forza di legge, come figura di riferimento per l’alunno.
    Invece che fanno le cooperative? Dicono e mettono per iscritto che la continuità didattica (si dimenticano assistenziale) verrà valutata con particolare attenzione. La continuità per loro viene derubricata da caposaldo della legge 104 a interessante condizione. Non ci siamo proprio e non ci piace per nulla che l’Assessorato ai Servizi Sociali permetta che questa violazione di legge sia perpetrata e alberghi nel sito del Comune di Reggio Calabria.
    Inoltre, la formulazione dei titoli richiesti è tale da mettere in dubbio la fruizione del diritto specificato dalla legge 104. Infatti si dice che si ricercano persone che abbiano ‘la qualifica professionale di assistente educativo e/o laurea triennale o specialistica o diploma di laurea magistrale conseguiti nell’area pedagogica e psicologica’. Quindi, ciò significa che il titolo di assistente educativo o alla comunicazione può essere scambiato con laurea (addirittura anche triennale), anche in assenza del titolo specifico che ad ogni assistente è costato tempo, studio e sacrificio economico, giacché si è stati costretti ad acquisire il titolo presso agenzie formative private che hanno abbondantemente lucrato su questa specifica e fondamentale formazione. Anche questa norma è sfuggita all’Assessorato ai Servizi Sociali, oppure sono d’accordo ad equiparare chi possiede il titolo con chi non ce l’ha.
    Mentre si verificano queste situazioni, le scuole sono iniziate ed il servizio di assistenza no. Inizierà in metà della città, mentre l’altra metà dovrà attendere che si svolga il nuovo bando. L’avevamo detto e ribadito ed avevamo proposto due possibili soluzioni immediate e concrete: annullare il bando e ripristinare il sistema precedente di contrattualizzazione presso le scuole interessate o far partire immediatamente i lotti assegnati per bando con affidamento alle coop e gestire gli altri 2 lotti rimanenti con il sistema precedente.
    A tutto questo non abbiamo avuto risposta, e si è continuato pervicacemente su una strada che, contemporaneamente, impedisce o rallenta il servizio e penalizza fortemente chi ha i titoli per operare, a vantaggio di chissà chi.
    Per questi motivi il SUL ha presentato una formale diffida alle cooperative ed all’Amministrazione Comunale che si tradurrà, se non vengono corretti gli orrori giuridici indicati in un ricorso al TAR per ripristinare la legalità ed i diritti violati. E non si dica che non lo avevamo detto per tempo”.