Sabato 2 febbraio, ore 20.30, per la “Rassegna l’AltroTeatro”, sul palco del Teatro Rendano, un altro classico della drammaturgia “Il Misantropo” di Molière con Giulio Scarpati e Valeria Solarino diretti da Nora Venturini.
“Il Misantropo è la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un’intera giornata non ci è ancora riuscito.”
Finanziato dalla Regione Calabria, quale evento storicizzato- sull’avviso pubblico per la selezione e finanziamento di interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali, la qualificazione e il rafforzamento dell’offerta culturale- vede, inoltre, il supporto dell’Amministrazione comunale di Cosenza. Organizzato dalla società “L’AltroTeatro” guidata dal gruppo di operatori del mondo dello spettacolo locale: Enzo Noce, Giuseppe Citrigno e Gianluigi Fabiano. Sul palco del Teatro A. Rendano 19 appuntamenti all’insegna della grande drammaturgia senza dimenticare, però, il divertimento e il puro spettacolo. Prosa, dai grandi classici agli autori contemporanei e poi, commedie e musical, questi gli ingredienti del cartellone ideato da “L’AltroTeatro”.
“Il Misantropo” Moderna è la coppia al centro della scena, un uomo e una donna opposti in tutto e che, malgrado questo, si desiderano. Alceste è un “indignato” eticamente inflessibile e un innamorato infelice. Célimène è una dama di società attratta dal suo contrario. Una coppia impossibile, al centro di un capolavoro che è insieme dramma e commedia. “Il Misantropo è la storia di un uomo che vuole avere un incontro decisivo con la donna che ama e che alla fine di un’intera giornata non ci è ancora riuscito” (Louis Jouvet).“Il commento del grande uomo di teatro francese – scrive la regista Venturini – coglie un elemento spesso messo in ombra, a favore del tema politico dell’uomo onesto e sincero in lotta contro la corruzione e l’ipocrisia della società. L’aspetto privato è altrettanto importante di quello sociale, perché ne evidenzia il fattore umano; e dalla corte del Re Sole lo porta dritto a noi”. Allora se Alceste è “nostro contemporaneo” nella sua indignazione impotente e donchisciottesca contro la falsità e la corruzione, sono “nostri contemporanei”, tragici e comici insieme, anche Alceste e Célimène come coppia sentimentalmentimpossibile.
Sono un uomo e una donna di oggi, con torti e ragioni equamente distribuiti, protervi nel non cedere alle richieste dell’altro, non disposti a rinunciare alle proprie scelte di vita, in perenne conflitto tra loro. Nei loro difetti possiamo a turno ritrovarci e riconoscerci; e ne ridiamo, guardandoci allo specchio.





