“I pregiudizi sono duri a morire, specie quando nascono da una scarsa conoscenza dei fatti. Ma diventano insopportabili quando a veicolarli è quello che dovrebbe essere il servizio pubblico radiotelevisivo, il quale dovrebbe, per definizione, essere latore di un’informazione solidamente ancorata a fonti attendibili e verificate”. È quanto dichiara il consigliere Bevacqua in merito all’episodio odierno che, a seguito delle affermazioni di un giornalista Rai, ha visto protagonista, suo malgrado, la cittadina di Cetraro, in una giornata che avrebbe dovuto essere di festa e di promozione turistica in occasione del passaggio del Giro d’Italia. “Associare Cetraro – afferma Bevacqua – esclusivamente alla vicenda cosiddetta “nave dei veleni” è a dir poco sconcertante, specialmente se si pone mente al fatto che la vicenda medesima è stata archiviata dalla Procura Nazionale Antimafia, essendosi rivelata la menzogna di un pentito di ndrangheta”. “Ci tengo a ricordare – prosegue Bevacqua – che la Commissione Ambiente da me presieduta ha dedicato una lunga analisi, anche con sedute apposite e in loco, per comprendere al meglio lo stato dei fatti, interloquendo con i comitati territoriali e coinvolgendo l’Arpacal e i vertici dell’Asp. L’esito delle indagini intraprese è stato negativo: nulla è emerso rispetto a quanto con leggerezza era stato diffuso. Ciò non vuol dire che, naturalmente, in presenza di nuove, non ci si attiverà come doverosamente si è sempre agito. Resta fermo, però, che Cetraro, il Tirreno e la Calabria tutta non possono essere identificate con la cronaca nera. A nessuno è concesso insozzare le vite di tanta gente onesta che ogni giorno si impegna per un presente migliore”. “Ecco perché – conclude Bevacqua – condivido l’allarme delle comunità interessate e degli amministratori dei territori e sono al loro fianco nel rivendicare rispetto per la verità”.




