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    Reggio Calabria – Questa sera “L’uomo è forte” di Corrado Alvaro al teatro Cilea

    “L’uomo è forte” di Corrado Alvaro per la prima volta trasposto in un’opera teatrale: lo spettacolo, liberamente tratto dal romanzo dell’autore calabrese, sarà portato in scena, in anteprima nazionale, sabato 28 aprile, alle ore 21, al Teatro Cilea, dalla Compagnia Officine Jonike Arti, nell’ambito del Circuito Teatrale “Distribuzione Teatro Sud Calabria”.
    La regia de “L’uomo è forte” è di Americo Melchionda, che ha curato l’adattamento insieme a Maria Milasi ed Emanuele Milasi. Melchionda, che alterna il lavoro di regista ed attore sia in teatro che al cinema, è reduce dal successo del suo ultimo cortometraggio, il pluripremiato “Non Toccate Questa Casa” (The Angry Men), e dello spettacolo teatrale “Alfa e Omega”. Sarà anche interprete in scena, insieme a Maria Milasi, Kristina Mravcova, Marco Silani, Andrea Puglisi, Benedetta Nicoletti, per una produzione che vede un cast artistico e tecnico quasi interamente calabrese.
    L’opera di Alvaro, da cui è tratto lo spettacolo, precorre i tempi e anticipa di dieci anni “1984” di George Orwell, i cui i temi si riscontrano anche nel romanzo dell’autore calabrese. Una sfida creativa importante, quella della trasposizione e dell’adattamento teatrale, che Officine Jonike Arti si è posta e che nasce dal desiderio della stessa compagnia di continuare a veicolare l’opera dello scrittore (di cui ha già proposto, tra l’altro, la “Lunga Notte di Medea”), anche rappresentando quei testi che, pur non essendo stati scritti per il teatro, hanno una singolare potenzialità di messinscena, per personaggi e storie trattate. Un lavoro drammaturgico intenso, dunque, quello realizzato dalla Compagnia, che adesso approda in palcoscenico a Reggio Calabria, in anteprima nazionale.
    Un’opera moderna, si diceva: un romanzo distopico, una visione universale, che supera tempo e spazio. Il libro, “fu pubblicato nel 1938 da Bompiani dopo aver subito pressioni da parte della censura del regime fascista che, oltre ad imporre il cambio del titolo (il titolo originale avrebbe dovuto essere “Paura sul mondo”) e il taglio di circa venti pagine, fece inserire una premessa che specificasse che la vicenda era ambientata in Russia”. Ma, in realtà, “il romanzo di Corrado Alvaro, anche se scritto dopo un suo viaggio nella Russia Sovietica e apparentemente ambientato in quel contesto, era frutto di una sua profonda riflessione sulla condizione di oppressione e pressione psicologica a cui è esposta l’umanità in ogni luogo e tempo quando impera un regime totalitario”. In ogni pagina “corre un allarme, o peggio ancora un incubo, l’incombere di un pericolo, la persecuzione della libertà, una libertà che non è, si badi, il ‘privato’, ma il rapporto autentico, radicale, primigenio, con la vita”.
    La vicenda intreccia la storia d’amore tra Dale e Barbara con la vita in un paese appena uscito dalla guerra civile, ma in cui il regime dominante cerca di tenere tutto sotto controllo, con lo spauracchio ed il timore di una controrivoluzione, insinuando sospetti e togliendo in pratica ogni libertà. E tutto ciò si riflette anche nei rapporti personali: in quel paese dove tutti possono essere incriminabili e dove tutti possono essere “inquisitori”, anche l’amore, poiché non condiviso ma privato, può diventare l’anticamera di un imminente delitto contro la sicurezza del popolo, un tramite pericoloso di corruzione da cui doversi liberare per non essere coinvolti.
    Lo spettacolo sarà proposto a Reggio Calabria in anteprima nazionale: seguiranno altre due rappresentazioni in Calabria, al Teatro Comunale di Soverato il 3 maggio e al Palazzo della Cultura di Locri il 4 maggio.