Tagliato ufficialmente il nastro inaugurale al Punto d’incontro del MoVimento 5 Stelle a Rende. Non potevano che essere i due candidati impegnati nei collegi uninominali i primi a presentarsi ad attivisti e stampa. Nicola Morra (Senato Cosenza/Castrovillari) e Anna Laura Orrico (Camera Cosenza). È il consigliere comunale Domenico Miceli ad introdurre il dibattito.
«Abbiamo mantenuto gli impegni assunti durante il precedente mandato conducendo al meglio delle battaglie sia nelle Istituzioni romane che sui territori – dichiara Morra, Senatore uscente -. Adesso è il momento di lavorare a testa bassa facendo politica attraverso la forza delle idee.
Questi territori ritorneranno ad essere ricchissimi se riusciremo ad investire in intelligenza ed è ciò che accadrà se i cittadini ci vorranno al Governo del Paese. Se durante questa campagna offriremo, prima ancora che volti, messaggi semplici, diretti ed onesti noi potremo convincere tanti a sconfiggere il nostro principale avversario che prima ancora della partitocrazia è il fatalismo».
Ed è Anna Laura Orrico il volto nuovo della competizione uno contro uno del collegio cosentino.
«Sono emozionata e felice di affrontare una sfida difficile ma entusiasmante: dare voce al territorio da cui provengo e dove ho deciso di ritornare dopo un’esperienza lavorativa all’estero per mettere radici – ammette la Orrico -. Non ero un’attivista del MoVimento 5 stelle, provengo dalla cosiddetta società civile e proprio il M5S ha dato a me ed a quelli come me, l’occasione di potersi battere per riprendersi il proprio presente, il proprio futuro, attraverso le competenze, la formazione, la valorizzazione dei beni comuni, l’innovazione tecnologica, attraverso i giovani soprattutto in modo da fornire loro capacità d’impresa. Sono rimasta piacevolmente colpita dal programma del MoVimento e su alcuni punti ritengo sia imprescindibile puntare vista la vocazione elettiva della nostra terra. Siamo figli della Magna Graecia, ed è dunque necessario investire sull’immenso patrimonio culturale, archeologico, delle chiese, dei borghi. Far fruttare l’eredità intellettuale e filosofica ricevuta in dono che va da Pitagora a Bernardino Telesio. Ringrazio pertanto quanti hanno voluto riporre in me la loro fiducia. Crediamoci allora, con passione determinazione, con umiltà e lungimiranza».




