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Cosenza – Il More si inebria di “Acqua di colonia”

19 Dicembre 2017
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 2 minuti
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“Acqua di colonia” è un piccolo capolavoro di ironia. Candidato al Premio Ubu 2017 come miglior nuovo testo italiano, lo spettacolo della compagnia Frosini /Timpano andrà in scena per il secondo appuntamento del “More – La scena contemporanea a Cosenza” giovedì 21 dicembre alle 20.30 al Teatro Morelli.
Ideata e diretta da Scena Verticale in partenariato con il Comune di Cosenza, la Regione Calabria e il MiBACT, la stagione del More continua con proposte sempre attente al contemporaneo e alle compagnie emergenti. Nell’epoca dei migranti “Acqua di colonia” non è di certo una soluzione di oli eterici, bensì un viaggio nella storia del colonialismo e nella nostra dilagante ignoranza che rompe le barriere del perbenismo e i falsi miti. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia già nell’Ottocento, ma che nell’immaginario comune si riduce ai 5 anni dell’Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c’entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall’Italia, l’Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell’Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque “noi” con “loro” non c’entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali. E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull’autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, e ci piomba addosso come un macigno.
Elvira Frosini e Daniele Timpano sono autori, registi e attori della scena contemporanea italiana che dal 2008 condividono un comune percorso artistico. Tra i lavori di Timpano prima del sodalizio ricordiamo: Dux in scatola (2006), finalista al “Premio Scenario” e “Vertigine”, e Reperto#01 (2006). Dal 2008 inizia la loro unione artistica dando vita ad importanti progetti: Sì l’ammore no (2009) finalista al “Premio Dante Cappelletti/Tuttoteatro.com”; Risorgimento pop (scritto con Marco Andreoli, del 2009); Ciao bella (2010); Digerseltz (2012); Aldo morto – tragedia (2012) vincitore del “Premio Rete Critica” 2012. Dux in scatola, Risorgimento Pop e Aldo morto sono stati tradotti e presentati a Parigi. Nel 2013 hanno realizzato con il Teatro dell’Orologio di Roma e Fondazione Romaeuropa il progetto Aldo morto 54 “vincitore del Premio Nico Garrone 2013”. Nell’autunno 2012 hanno iniziato a lavorare sul nuovo progetto Zombitudine.

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