Il 4 di dicembre scorso, il Consorzio Autolinee di Cosenza e le OO.SS. FAISA CISAL, FIT- CISL, UILTRSSPORTI e UGL,quest’ultima in rappresentanza di un solo iscritto, con la sola eccezione della FILT CGIL, hanno firmato nuovamente un accordo aziendale, con il quale in barba alle leggi comunitarie e nazionali in materia di organizzazione dell’orario di lavoro e della contrattazione nazionale di categoria in materia di accordi di secondo livello, sono state sensibilmente peggiorate le condizioni di lavoro degli addetti, soprattutto nei confronti dei lavoratori più giovani.
Basti pensare che a seguito dell’accordo, a parità di mansioni (di guida e altre attività svolte) e a prescindere della differenza già prevista dal CCNL di settore e dagli aumenti legati all’anzianità aziendale, che di per se penalizza già i quest’ultimi lavoratori, la differenza tra i conducenti più anziani e quelli più giovani a seguito dell’Accordo aziendale si aggrava ulteriormente di una cifra che si aggira sui 250/300 euro mensili, finendo con l’acuire la conflittualità sociale in termini di generazioni, poiché in tal modo si crea per i giovani una instabilità sul piano economico e sociale, sul modo di vivere e di formarsi una propria famiglia. Questo solo a beneficio degli interessi economici dell’impresa, che invocando la crisi del settore, di cui gli unici incolpevoli sono i lavoratori, riducono il trattamento economico dei lavoratori più giovani a beneficio dell’utile di impresa.
Proprio per evitare questa inutile e ingiusta sperequazione tra generazioni, le OO.SS. regionali firmatarie del recente Accordo Aziendale in Ferrovia della Calabria, compresa la FILT-CGIL, hanno chiesto ed ottenuto di erogare 14,50 euro al giorno ai giovani, “aggiuntive al salario previsto dal ccnl”allo scopo di avvicinare il loro trattamento economico ai lavoratori meno giovani, che già percepiscono come salario aggiuntivo derivante dalla contrattazione di II livello in media dai 17 ai 40 euro giornalieri.
Al Consorzio Autolinee, invece, la forbice sul piano economico tra giovani e meno giovani si allarga ed il premio di risultato è interamente finanziato dai sacrifici dei lavoratori.
La FILT CGIL non ha voluto aderire a questa evidente ingiustizia sociale anche perché i suoi contenuti, riproducono fedelmente quanto riportato nell’accordo siglato da tutte le OO.SS. nel 2008 che ha già prodotto numerosi ricorsi giudiziari ancora in corso da parte di altrettanti lavoratori perché violano leggi comunitarie e nazionali di settore. L’Accordo, inoltre, non contribuisce per nulla al raggiungimento di maggiore efficienza ed efficacia dei servizi resi alla collettività, ancora una volta ignorata del tutto.
Pertanto, alla FILT CGIL e ai lavoratori ad essa iscritti, non resta che impugnare l’Accordo aziendale e decidere nei prossimi giorni le forme e i modi di mobilitazione del personale.




