“In risposta a quanto pubblicato dalla Vostra testata a firma di Lorenzo Scarfone, arzillo Segretario Provinciale Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore, intendo brevemente replicare – scrive Alessia Bausone – Esponente PD Catanzaro – Tralasciando gli intercalari tipicamente cafonal a me riservati e che non fanno che qualificare il grado dell’interlocutore, vorrei porre l’attenzione, invece, sull’associazione Artem che ha ospitato a Palermiti il cantautore Povia e che si è prontamente dissociata dalle posizioni espresse dal cantante durante il suo concerto, lautamente retribuito e hanno dichiarato che non provvederanno ad invitarlo in altre occasioni, tenendo a sottolineare che, a differenza dell’artista, loro lottano contro l’omofobia e il sessismo.
Sul perchè Artem, associazione scevra da pregiudizi e composta da gentili e laboriose persone di Palermiti, abbia invitato Povia. è presto detto: non erano a conoscenza né delle posizioni del cantante, né di come impostava i suoi concerti. Ciò non fa che dimostrare l’importanza di aver creato un dibattito, anche in sede locale, attorno alla sua figura, dopo l’increscioso episodio nel cosentino di questa estate, dove ad un suo concerto gli amici di Scarfone di Forza Nuova ben si dilettavano nel saluto romano e nel minacciare il delegato regionale all’immigrazione della Regione Calabria Manoccio.
Sulla seconda esibizione, stante i comunicati stampa di numerose formazioni tendenzialmente affini “politicamente” a quella di Scarfone, si stava per paventare una sorta di “marcia su Decollatura”, evitata dal fatto che gran parte di loro sono solo, fortunatamente, “fasci da divano” per cui hanno annunciato sulla stampa una presenza di massa al concerto-convegno che non c’è poi stata. Chi c’era all’evento? Beh, oltre all’organizzatore esponente più o meno dichiarato della formazione di Matteo Salvini, molte forze dell’ordine, a garanzia della sicurezza pubblica e qualche bambino accompagnato dai genitori solo per sentire “i bambini fanno ohh”. Chissà, invece, cosa avranno pensato di “immigrazia” o di “Luca era gay” o sul dibattito su Eluana Englaro, mentre in Parlamento si approvava il biotestamento. Tutte canzoni e argomenti portati ad ogni suo evento da Povia, candidato in Lombardia al premio ambrogino d’oro proprio dalla Lega Nord, la stessa formazione politica della sindaca Ceccardi che ha dichiarato che i medici calabresi devono essere pagati meno degli altri perchè “lasciano i bisturi nelle pance”.
Più che concerti, eventi politici con attorno l’ombra nera di queste atomiche formazioni neo o simil fasciste che han visto la reazione e la stigmatizzazione di forze sociali e politiche repubblicane calabresi come Anpi Catanzaro, Arcigay Catanzaro, CertiDiritti, PD e Sinistra Italiana.
Quel che è sicuro né io né la Calabria democratica ci faremo intimorire culturalmente dal cerino tricolore portato in mano dal segretario Scarfone”.




