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Antonimina (RC) – La cultura delle erbe e del benessere il 4-5 novembre

30 Ottobre 2017
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 3 minuti
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In questi ultimi anni, uno straordinario movimento di rinnovamento e di avvicinamento ai valori reali del paesaggio è avvenuto per così dire “dal basso”, nelle realtà locali che si sono attivate con varie modalità ed energie con la presa di coscienza che è proprio dalle realtà territoriali che si può imbastire un modo più soddisfacente di abitare, di relazionarsi, e perfino delle prospettive occupazionali ed economiche. Le Case delle Erbe, nate in alcune regioni italiane ed europee o altre soluzioni simili,  rappresentano l’attualità del genius loci, mentre la rete relazionale che tra esse si va creando  determina  possibilità di  confrontare e coniugare esperienze diverse ed autentiche, di diffondere i saperi e di comunicarne il senso di un vivere più naturale. Anche in Calabria, proprio nella Locride, nei pressi di Antonimina, sebbene ricadente nel Comune di Ciminà, è nata una delle prime Case delle Erbe italiane. Si tratta della Casa della Foresta, una casa che Marò D’Agostino, la fondatrice e presidente del circolo culturale omonimo, ha battezzato “Casa delle erbe e delle agricolture”: «Se intendiamo realmente ricollegarci alla terra, dobbiamo cambiare la nostra percezione e il nostro modo di relazionarci, più che il nostro posto ⎼ dice Marò D’Agostino ⎼. La Casa delle Erbe della Locride si è sviluppata da un progetto da me ideato tanti anni fa e realizzato quest’anno con l’aiuto di Maria Sonia Baldoni, la sibilla delle erbe e coordinatrice del movimento delle Case delle Erbe, che l’ha proclamata tale. L’idea della “Casa delle erbe e delle agriculture” è partita in realtà nel 2003 dal recupero e dalla riutilizzazione di una casa di proprietà che per la famiglia era la casa della “Foresta” per la generosità della vegetazione dei terreni in cui è posta; casa e terreni  che, fino ad alcuni decenni addietro, costituivano un sistema integrato dove formule oggi considerate innovative di autoproduzione e distribuzione delle risorse, di economia aziendale, di scambio e mutuo soccorso (nonché le regole del riciclo e dell’autonomia energetica) erano applicate nella quotidianità. Un modello esemplare di una cultura contadina colta ed autentica si è interfacciata con la mia idea progettuale di recupero e  valorizzazione di quanto della casa e sulla campagna intorno, compresi la memoria e il senso, avrebbe potuto  essere condiviso nel territorio a partire dalla certezza bio-qualitativa delle risorse. Si trattava di ipotizzare e concretizzare un connubio tra bisogni immateriali ma potenti quali la conoscenza e il benessere delle persone e  alcuni stimoli materiali ma sensibili forniti  dalla terra e dal luogo. Un percorso alternativo alle strade e modalità usuali con cui trascorriamo il tempo, abitiamo gli spazi e ci nutriamo. Differente anche dalla concezione di attività nate per confezionare benessere.  Una casa delle erbe e delle rose è  ora il nucleo di una serie di attività, innanzitutto quelle del riconoscimento, catalogazione ed utilizzazione delle erbe spontanee; il riconoscimento di frutti e fiori, in particolare, delle rose che coltivo. La permacultura e la bio coltivazione possono essere partecipate così come la sperimentazione di colture autoctone.  Sono già  attivati laboratori di pratiche con le erbe tintorie per le applicazioni sui tessuti; con la  pressatura e l’essiccazione delle erbe e dei fiori o con canne e arbusti del luogo per la produzione di piccoli mobili o oggetti di design; per la preparazione di ricette che utilizzino i prodotti raccolti  con l’attivazione di una sosteria dei prodotti della terra e di una tisaneria; il laboratorio per la composizione floreale, l’intreccio e quello dei saponi e dei detergenti;  saranno attivati il laboratorio degli aromi e dei profumi con l’attivazione di percorsi olfattivi.  La Casa delle Erbe della Foresta per la sua particolare posizione immersa nel verde è una piccola oasi di relax con la possibilità di applicazione di terapie naturali; con la meditazione, la terapia del silenzio, e altre soluzioni per chi, proveniente da contesti urbani o situazioni stressanti, ha bisogno di recuperare l’equilibrio psico-fisico e le energie vitali.  E già promette di essere un centro di riferimento per artisti, musicisti, designer».

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