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    Il club Fotoamatori Gioiesi organizza una mostra fotografica

    Il club Fotoamatori Gioiesi organizza una mostra fotografica coi lavori di due pluripremiati autori calabresi:

    Giuseppe Torcasio con il lavoro “Post.it” – La vita all’interno di diversi uffici postali Calabresi
    Paolo Pisani con il lavoro “Marco” – Una storia di Vocazione di un giovane Calabrese.
    Gli autori, che hanno portato il loro progetto in mostra per tutta l’Italia, saranno dal 21 al 23 luglio presso i locali “Le Cisterne” a Gioia Tauro, dove ci illustrerando i loro lavori.

    Durante la giornata d’apertura della mostra ci sarà anche una tavola rotonda sugli argomenti trattati e la lettura e la premiazione di alcuni portfolio di autori del Club che rappresentano il nostro quotidiano.
    All’inaugurazione saranno presenti anche i rappresentanti Italiani e Calabresi della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) nonché lettori ed esperti di fotografia.

    Giuseppe Torcasio – Biografia
    E’ nato nel 1968 a Lamezia Terme, dove vive e lavora. Fotografa dalla fine degli anni ‘80. Dopo una pausa di oltre un decennio riscopre la fotografia quale sistema di comunicazione a lui più adatto. Le sue immagini sono realizzate con mezzi analogici e digitali: apparecchi lomografici, usa e getta, telefono cellulare, ecc. Il campo in cui egli opera è quello della quotidianità che lo circonda, fatta di gesti, azioni, situazioni che ci pongono di fronte ad una regione dello spazio reale e concreta. Una ricerca, uno studio, una documentazione, quasi una dimostrazione dell’esistenza di un mondo che sembra non appartenerci più. Presidente del Circolo Fotografico Lametino, è Delegato FIAF per la provincia di Catanzaro. Ha all’attivo la partecipazione a varie mostre collettive e personali, tra cui il Festival di Fotografia di Corigliano Calabro nel 2012 e 2015 ed è stato selezionato per la fase finale di Portfolio Italia nel 2015 con Statale 18.

    POST.IT
    (di Pippo Pappalardo)
    “Attenzione – sembra dirci Giuseppe – non un “post.it” ma il nostro Poste Italiane, quell’Ufficio sotto casa che, nonostante i tentativi di apparire più veloce, tecnologico e moderno, è ancora (e, forse, per fortuna) l’Ufficio di sempre, ovvero quel luogo “necessario” per parlare con quel mondo che, oggi, ci appare virtuale ma, una volta, era, e più propriamente, solo “un mondo più lontano”. Per riconoscerlo e incontrarlo ancora, aspettiamo il momento della sua disponibilità ad accoglierci, ci mettiamo in fila, stiamo in ordinata attesa, adeguiamo la nostra scrittura alla sua modulistica, ci rendiamo simili con i nostri simili cercando con leggerezza l’uniformità, inganniamo il tempo dell’incontro eppur lo ritroviamo per pregare; pregare un dio mentre, intanto, “mammona” sembra fare la fila con noi; poi, passa l’attesa, cresce la noia del bambino; solo due innamorati hanno saputo trattenere il tempo. Questa è la sequenza fotografica, costruita con economia di mezzi e rispettando le unità aristoteliche di luogo, tempo e azione. E non c’è neppure il tempo lungo di un’epopea del quotidiano, quanto un cronologico inventario – preciso, attento, reale – delle persone incontrate, delle atmosfere condivise, delle sensazioni partecipate. Il bianco-nero sembra, allora, restituirci lo stile di una fotografia che appartenne ai nostri ieri; ma la ricercata sottolineatura di tanti segni e di tanti particolari, individuati con innocente ironia, ci consegna il ritratto concreto di un’umanità dove c’è posto per lo straniero, il bambino, l’anziano, l’invalido. L’autore, infatti, privilegia, per ogni fotogramma un’apparente casualità compositiva mascherando l’intelligente progettualità della storia raccontataci dietro la selezione discreta dei temi portati alla nostra attenzione; e c’è spazio, anche, per un commento, per un’annotazione, per una considerazione, per un sorriso, per una battuta di buon umore: proprio come in un “post.it”.

    Paolo Pisani – Biografia
    Nasce a Lamezia Terme nel 1975. Laureato in economia, si avvicina alla fotografia per sfuggire ai ritmi della quotidianità, lasciandosi affascinare da un nuovo modo di osservare la vita. Membro del Circolo Fotografico Lametino, è socio FIAF dal 2014. Nel 2015 viene selezionato tra gli autori del Progetto “Statale 18” con la serie “Zuccherificio Cissel”. Nel 2016 vince la “V tappa di Portfolio Italia” al Festival di Corigliano Calabro Fotografia e la “VI Mostra dell’Anno FIAF Calabria 2016” con il portfolio “Marco”. Partecipa attivamente a workshop e letture portfolio, cercando di cogliere le opportunità che la fotografia gli offre, principalmente nel suo ambito territoriale. Dedica particolare attenzione alla fotografia concettuale, di indagine e di strada.

    MARCO
    (di Orietta Bay)
    “…E quando poi davanti a te si apriranno tante strade… respira con la profonda fiducia con cui hai respirato il giorno che sei venuto al mondo e senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta… e ascolta il tuo cuore. Quando ti parla, alzati e va dove lui ti porta”. Con queste parole si conclude il romanzo di Susanna Tamaro “Va dove ti porta il cuore”. Anche se diversi sono il contesto, la storia e i protagonisti, appena ho avuto davanti il racconto fotografico “Marco” di Paolo Pisani le ho sentite riecheggiare nella memoria. Certo perché questo intenso lavoro fotografico concettuale, che è quasi una biografia, svela, attraverso segni, metafore e frammenti il percorso esistenziale di un giovane uomo e parte e si conclude, come nel romanzo su citato, raccontando i momenti difficili, spesso sofferti, in cui chi è protagonista deve decidere il cammino della propria vita. Tematica complessa quella affrontata da Pisani che, consapevole della difficoltà di raccontare emozioni e sentimenti vissuti da un altro, cerca, attraverso la scelta compositiva e poetica l’efficacia del rappresentare per condurci alla comprensione. Un raccontare determinato ma discreto, esigenza di chi sente l’interiore bisogno di fare un omaggio alla forza di un caro amico. Il racconto è suddiviso idealmente in tre capitoli: crescita, dubbio e ricerca, scelta consapevole. Un percorso, anche cronologico, che si apre con il protagonista, ancor bimbetto, assorbito nella vastità di un corridoio. Un luogo ordinato ed essenziale, non particolarmente allegro, chiaramente contestualizzato dall’arredo sobrio e in particolare dalla presenza, iconica, di un enorme crocifisso. La sua vita scorre veloce, nel crescere gli stimoli gli aprono orizzonti. L’educazione ricevuta lo costringe a domande, la vita esige risposte. I dubbi si affollano alla mente. Le strade da poter percorrere sono tante, alcune, però, non consentiranno ritorni. È in sosta su un filo esistenziale, sempre in bilico tra una direzione o un’altra fino a che, come per una rivelazione, l’altalena di pensieri si ferma e può e sa scendere. Solo un’ultima esitazione, poi la chiarezza. La decisione è presa! Quella che sente veramente sua.