Sugli 11 lavoratori della Maggioli Tributi spa incombe nuovamente l’incubo mobilità. Ieri – si legge in un comunicato stampa del sindacato Uiltucs – i rappresentanti della medesima azienda e della Uiltucs si sono incontrati per fare il punto della situazione in seguito alla recente nuova attivazione della procedura di licenziamento. Ma il vertice si è rivelato interlocutorio, considerato che su richiesta dello stesso sindacato si è convenuto per un rinvio dettato dalla necessità di coinvolgere ancora una volta il sindaco Falcomatà e tutto palazzo San Giorgio nella vertenza.
“Dopo la nuova comunicazione della procedura di mobilità, abbiamo subito avanzato varie ipotesi a difesa degli 11 dipendenti come l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale della cassa integrazione a zero ore o la costruzione di un bacino di riferimento dando priorità per eventuali future assunzioni in presenza di contratti di appalto che la Maggioli dovesse acquistare”, afferma in una nota della segretaria provinciale della Uiltucs Sabrina De Stefano.
“La Maggioli Tributi spa – aggiunge la sindacalista – ha annunciato l’irricevibilità delle nostre proposte, affermando che non esistono misure alternative alla messa in mobilità. Per questo motivo, abbiamo ottenuto un prossimo aggiornamento della situazione, da farsi, si spera, alla presenza del sindaco Falcomatà e di altri rappresentanti dell’ente. Dunque, chiediamo un incontro tra azienda, sindacato e Comune da svolgersi in tempi brevissimi, sia perché è un atto dovuto nei confronti dei lavoratori e delle proprie famiglie, sia perché la stessa Maggioli Tributi spa chiede tempi celeri, continua De Stefano che sta seguendo da tempo la vertenza. “E, soprattutto, chiediamo al sindaco, che in occasione delle precedenti ‘crisi’ si era impegnato per la salvaguardia degli 11 posti di lavoro dichiarando – sottolinea la segretaria provinciale della Uiltucs – di aver individuato una strategia tecnica per il proseguo dell’attività lavorativa, di risolvere definitivamente la vertenza, perché i dipendenti sono stanchi di avere sulla propria testa la ‘spada di Damocle’ del licenziamento e di avere, nella migliore delle ipotesi, continue precarie proroghe semestrali, quando, invece, vorrebbero solamente certezze sul proprio futuro e su quello dei propri cari e la possibilità di proseguire a lavorare con la professionalità di sempre. Nutriamo fiducia nei confronti di palazzo San Giorgio e – conclude De Stefano – della sua massima carica, attendiamo di sederci presto al tavolo”.






