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    Sanità, Legge di Stabilità: in Calabria possibile aumento di Irpef e Irap

    Dovrebbe arrivare oggi in Parlamento il testo della legge di Stabilità, che ieri sera è stato trasmesso al Quirinale per la firma del Capo dello Stato. Ma i contenuti della manovra hanno scatenato polemiche per quel che riguarda la sanità e le regioni sottoposte a piano di rientro come la Calabria. Nella legge è infatti previsto il blocco all’aumento delle tasse locali, che varrà per tutti “fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all’addizionale regionale per le Regioni in eventuali disavanzi sanitari”, ha sottolineato il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. Nelle Regioni in disavanzo sanitario, (Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia) “la legge prevede un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap – ha spiegato il coordinatore degli assessori al Bilancio della conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia. La possibilità di agire anche sulla leva dei ticket è una scelta che fa capo ai presidenti e le giunte delle Regioni, mentre l’aumento delle addizionali Irpef e Irap, in questo caso, è un automatismo. Va sottolineato – ha aggiunto Garavaglia – che il disavanzo in Sanità non sempre è frutto di malgoverno, ma anche di un’eccessiva riduzione del Fondo sanitario. E con questa Legge di Stabilità – ha concluso – il Fondo sanitario nazionale arriva al 6,6% del Pil, segnando un record in negativo negli ultimi anni”. Intanto, per protesta contro questa scelta, il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ha rassegnato le proprie dimissioni “irrevocabili”, ma congelate fino all’approvazione della Legge di stabilità.

    Il premier Matteo Renzi nella sua enews ha ribadito che “nessun comune o regione potrà alzare le tasse rispetto al 2015, per legge” mentre Confindustria si dice convinta che la manovra avrà un “impatto positivo pari allo 0,3% del Pil il prossimo anno”.