delle zone interessate dalla presenza dell’amianto sul territorio nazionale.
Di seguito la nota diffusa dall’Ufficio stampa: Il Decreto Ministeriale n. 101 del 2003 ha affidato alle regioni il compito di mappare la presenza dell’amianto e di trasmettere i dati raccolti al Ministero, mettendo a disposizione delle regioni le risorse necessarie. «Alla Calabria – spiega Parentela – in base al D.M. 101 spettavano più di 250 mila euro per la realizzazione della mappatura, ma è l’unica regione insieme alla Sicilia, che a distanza di 10 anni dall’emanazione di quel decreto non ha ancora trasmesso i dati richiesti al Ministero dell’ambiente».
Nell’interrogazione parlamentare, si chiede al Ministro Galletti in quale modo intenda superare l’inerzia della regione Calabria e Sicilia, e procedere all’acquisizione dei dati concernenti la mappatura. «Nel quadro di una quanto mai necessaria politica contro i problemi connessi all’esposizione dell’amianto, della quale il Piano adottato nel marzo del 2013, è solo l’avvio – dichiara Parentela – il censimento dei siti interessati dalla presenza di amianto è solo il primo degli obiettivi da raggiungere, al fine di garantire ai cittadini la tutela della salute e la qualità degli ambienti di vita e di lavoro» «Già la legge 93/2001 – continua Parentela – aveva autorizzato la spesa di 14 miliardi di lire per la mappatura e la realizzazione di interventi di bonifica urgente delle zone interessate dalla presenza di amianto, che rappresentano un grave pericolo per la salute dei cittadini». «Non è dato sapere – conclude Parentela – se e come la Calabria abbia utilizzato le risorse messe a disposizione per la mappatura. L’unica certezza è rappresentata dalla continua esposizione dei cittadini alle polveri contenute nell’amianto: un problema pubblico con implicazioni molto rilevanti per quel che concerne la tutela della salute, la tutela dell’ambiente e la sicurezza del lavoro»




