
E’ stato il giorno di Maria De Marco, al processo a carico dei due presunti assassini, (Francesco Scorza, 32 anni di Castrovillari, e Domenico Scarola, 28 di Tarsia) di Rosellina
Indrieri, 45 anni, e la figlia Barbara, 26, rispettivamente cognata e zia delle teste. Le due donne, come si ricorderĂ , furono uccise barbaramente il 16 febbraio del 2011 a San Lorenzo del Vallo, in provincia di Cosenza. I killer entrarono di forza in casa e le uccisero senza pietĂ . Ma l’elemento che ha contrassegnato la deposizione di Maria De Marco davanti al pm Vincenzo Luberto, della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, e ai giudici della Corte di Assise del tribunale di Cosenza, è certamente la convinzione della giovane circa la messa in atto di un progetto vendicativo deciso dal boss di Tarsia Franco Presta (giĂ al 41 bis) che prevedeva l’uccisione di 21 persone per vendicare appunto la morte del figlio Domenico. Ventuno omicidi, per ogni anno della vittima che quando fu ucciso, al termine di un litigio da Aldo De Marco a colpi di pistola, cognato di Rosellina e zio di Barbara, nonchè fratello di Maria De Marco, aveva proprio 21 anni. Maria De Marco in aula ha anche sfidato i due presunti killer dicendo di conoscere al meno uno. La De Marco è anche la zia di Silas De MArco, il giovane sopravvissuto alla ”strage di San Lorenzo”. Ferito e portato all’ospedale di Castrovillari il giovane disse di aver riconosciuto gli assassini. Alla strage di San Lorenzo sopravvisse anche il padre Gaetanpo che però fu ucciso un mese dopo in un agguato. E probabilmente la lista degli omicidi sarebbe scorsa se non fosse stato arrestato il boss Franco Presta




