Un’università “seduta” su se stessa. Chiusa verso l’esterno. Con molte difficoltà da affrontare. Ma con una credibilità scientifico-accademica e, soprattutto, una “sostenibilità” economica che,
almeno nel breve periodo, consente di evitare i problemi con cui invece molti atenei, soprattutto al Sud, sono chiamati a fare i conti.
E’ il quadro della situazione tratteggiato questa mattina dal rettore dell’Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci, aprendo l’assemblea “Presente e futuro per il rilancio dell’Unical”, alla quale hanno partecipato numerosi docenti, studenti, tecnici e amministrativi.
Al tavolo della presidenza anche il Prorettore, Guerino D’Ignazio, il Direttore generale, Fulvio Scarpelli, e il Presidente del Consiglio degli studenti, Antonio De Tursi.
Crisci, poi, si è soffermato sull’Università della Calabria:
Crisci ha poi parlato della necessità di migliorare l’offerta didattica, anche attraverso il potenziamento dei dottorati, il miglioramento delle aule e dei laboratori didattici, nonché la ricerca e l’internazionalizzazione.
Particolare attenzione, inoltre, il rettore ha riservato ai rapporti con i calabresi che vivono e lavorano all’estero:
A questo punto, dopo l’illustrazione, da parte del prof. Vincenzo Carbone, di una sintesi dei dati Anvur relativi alla ricerca condotta nell’Università della Calabria, è seguito il dibattito, coordinato dal Prorettore, Guerino D’Ignazio, al quale hanno partecipato Gianfranco D’Atri, Elma Battaglia, Manuele Ritacco, Fortunato Cacciatore, Roberto Ceravolo, Gustavo Tigano, Nino Russo, Laura Bevacqua, Salvatore Bartucci, Fernando Militerno, Antonio De Tursi, Gianni Turco, Davide Meranda, Antonio Verano, Raffaele Perrelli, Matteo Leta e Sergio Bova.
Una breve replica del rettore alle diverse sollecitazioni venute dagli interventi ha concluso l’assemblea.




