
La Procura della Cassazione nella requisitoria all’udienza tenutasi oggi pomeriggio per il filone principale di “Why Not”, ha chiesto la conferma delle nove condanne degli imputati.
Secondo l’accusa aziende private si avvalevano di pubblici ufficiali della Regione Calabria, per ottenere finanziamenti pubblici alle loro iniziative imprenditoriali private. Tra questi lo ricordiamo l’ex presidente di centrosinistra della Regione Calabria Agazio Loiero. Il sostituto procuratore generale Maria Giuseppina Fogaroni, ha inoltre chiesto la conferma della condanna a tre anni e dieci mesi di reclusione per associazione a delinquere per l’imprenditore Antonio Saladino.
Da confermare seondo il Procuratore la prescrizione per l’ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti. Gli altri imputati sono Francesco Maria Simonetti (1 anno), Nicola Durante (1 anno, ex braccio destro di Loiero), Antonio La Chinia (1 anno e 9 mesi), Giuseppe Lillo (2 anni), Francesco Saladino (4 mesi), Rinaldo Scopelliti (1 anno).
Sostanzialmente il Pg, ha chiesto ai giudici della Sesta sezione penale, di convalidare quasi interamente la sentenza emessa il12 dalla Corte di Appello di Catanzaro, tranne la rimodulazione della pena accessoria di interdizione perpetua dai pubblici uffici per Saladino. L’inchiesta “Why Not” fu avviata nel 2006 dall’allora pm Luigi De Magistris, oggi primo cittadino di Napoli. La decisione potrebbe arrivare anche in serata.




