
La Calabria al terzo posto tra le regioni italiane quanto a numero di unità immobiliari sconosciute al catasto ed emerse con l’operazione di accertamento conclusa ieri dall’Agenzia delle Entrate.
Secondo la verifica sono ben 143 mila le abitazioni non dichiarate in Calabria. Solo la Sicilia e la Campania fanno peggio, rispettivamente con 176mila e 170 mila unità immobiliari ”fantasma’, ma il rapporto rispetto agli abitanti pone nettamente in vetta alla triste classifica la Calabria.
Un’operazione realizzata dall’Agenzia delle Entrate incrociando i dati del Catasto con le immagini aeree rese disponibili dall’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), che ha permesso di avvistare i fabbricati fantasma presenti sul territorio ma ancora non registrati nelle banche dati dell’Agenzia.
In totale sono circa 1 milione e 200 mila gli immobili emersi nella verifica. Ma è nelle regioni del Mezzogiorno che si concentra il maggior numero di edifici non dichiarati. Ai numeri record delle regioni del sud si contrappongono infatti quelli, molto più virtuosi, registrati ad esempio in regioni come la Valle d’Aosta, che conta poco più di 500 immobili non registrati, a fronte dei 143mila scovati in Calabria.
Secondo quanto comunicato dall’Agenzia, l’intera operazione ”case fantasma” è suscettibile di generare, nel caso in cui le rendite presunte fossero confermate, un maggior gettito complessivo quantificabile dal Dipartimento delle Finanze in circa 589 milioni di euro, di cui circa 444 milioni di euro ai fini Imu, circa 137 milioni di euro ai fini delle imposte sui redditi (Irpef e “cedolare secca”) e circa 7,5 milioni di euro ai fini dell’imposta di registro sui canoni di locazione.
I dati reperiti appartengono dell’ultima fase della complessa attività di controllo sui fabbricati sconosciuti al Catasto, che ha fatto emergere, su più di 2,2 milioni di particelle del Catasto Terreni, oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite nella base-dati catastale.
Per le unità non dichiarate il Decreto Legge 78/2010 prevede, in attesa dell’accatastamento definitivo, l’attribuzione d’ufficio di una rendita catastale provvisoria. Per presumere le rendite catastali e associarle ai fabbricati, l’Agenzia si è basata su precisi parametri, acquisiti anche con sopralluoghi esterni agli edifici non in regola.
Di seguito l’elenco, regione per regione, degli immobili non accatastati:
Abruzzo 36.015
Basilicata 37.276
Calabria 143.875
Campania 170.697
Emilia Romagna 69.760
Friuli 7.531
Lazio 96.541
Liguria 12.729
Lombardia 59.346
Marche 35.515
Molise 12.558
Piemonte 89.277
Puglia 101.373
Sardegna 62.497
Sicilia 176.772
Toscana 55.930
Umbria 30.815
Valle d’Aosta 543
Veneto 62.046




