Di seguito la nota di Demetrio Costantino Presidente CIDS , ex Presidente COMARC: La tardiva presa di posizione degli operatori dei “mercati generali”, insediatisi, ancor prima che fossero completati i
lavori del Centro Agro-Alimentare di Mortara, esigerebbe maggiore chiarezza anche per precisare quali percorsi unitari si vogliono percorrere per una soluzione corretta dell’intera assurda e incredibile vicenda.
Non basta criticare la Commissione Straordinaria del Comune per il mancato incontro con la stessa Commissione degli operatori per “ rappresentare le precarie e insostenibili condizioni in cui siamo costretti ad operare e per conoscere quali interventi erano stati attivati dall’amministrazione” .
Non dovrebbe nemmeno sfuggire a nessuno che con l’occupazione abusiva gli urgenti lavori avrebbero subito ulteriori ritardi.
E le responsabilità e colpe non risiedono solo nel fatto che la vicenda del Centro Agro-Alimentare abbia concorso nel giudizio del Prefetto e del Ministero dell’interno per lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Peraltro è da ricordare che il Decreto Reggio 1989, n. 146 conteneva già l’urgenza di procedere alla bonifica del mercato di Via Aspromonte
Quindi le responsabilità risiedono soprattutto nella disattenzione, sottovalutazione che c’è stata , nel tempo, sia da parte di Enti Pubblici, sia da una parte degli stessi operatori per il modo autosufficiente di affrontare il problema e per la mancanza di una visuale sulla prospettiva a cui si andava incontro.
Certo , più in generale,il degrado della città, è dovuto principalmente alla mancanza di volontà politica di quelle forze che all’interno del Consiglio Comunale e all’esterno agivano guardando a salvaguardare piccoli privilegi ed affari e non agli interessi della collettività e per anni, in tanti, sono rimasti silenti anche di fronte a determinati ambienti criminali che esercitavano indisturbati nel dominio del vecchio mercato di Via Aspromonte.
Perciò se c’è un ripensamento anche per un diverso e corretto rapporto da parte di chi guida questo movimento di operatori , anche il CIDS, potrà esaminare positivamente la decisione di aderire allo stato di agitazione per attivare tutte le iniziative necessarie per porre fine alle “ attuali condizioni di abusivismo”
E sarebbe anche cosa saggia se- oltre gli incontri da promuovere con Regione, Provincia, Camera di Commercio e prefettura “ le cui risultanze verranno sottoposte al vaglio dell’Assemblea per le ulteriori determinazioni”- fosse previsto anche un incontro con il Capo della Procura della Repubblica.




