Di seguito la nota dell’amministrazione comunale: Inizieranno domani le tradizionali tre giornate di celebrazioni sacre e popolari dedicate al culto di San Rocco. Un rituale che, di anno in anno, si rinnova
e rinnova l’immagine e l’anima di Cittanova, aprendo una nuova stagione a partire della terza domenica di settembre. Perché, tornando indietro con i ricordi, la festa del Santo tra gli appestati, nel comune cittanovese, ha significato sempre ritorno alle radici e grandi riflessioni sull’identità e l’orgoglio cittadino. Una vicenda sacra e culturale enorme, ispiratrice di momenti straordinari della storia locale. Tutto pronto, quindi, in attesa dei primi fuochi d’artificio che, nella mattinata di domani, apriranno ufficialmente i festeggiamenti. L’Amministrazione comunale, da sempre vicina al Comitato “San Rocco”, organizzatore della festa, ha rinnovato anche quest’anno il suo supporto e la sua collaborazione.
Il messaggio del sindaco – Alla vigilia dell’inizio delle celebrazioni, il sindaco di Cittanova, Alessandro Cannatà, ha voluto condividere con la comunità una personale riflessione sulle radici profonde del culto di San Rocco, e sulla centralità di quella figura così venerata per la storia stessa della cittadina.
“Nell’immaginario collettivo della comunità di Cittanova, e più in generale, in quello dell’intera Piana di Gioia Tauro, le celebrazioni in onore di San Rocco rappresentano un momento di profonda riflessione partecipata e condivisa sulle radici culturali e religiose del nostro comprensorio.
Un angolo suggestivo della memoria da cui riemergono limpidi i gesti e i rituali antichi, che ritornano onirici, nel cerchio della tradizione, per ammaliare ed unire, per integrare e levigare l’identità di popolo.
Cittanova vive questa ricorrenza straordinaria per intensità emotiva e caratura culturale, sin dalle epoche più lontane della sua costituzione, come attimo fondante della città e del suo affermarsi nel mondo.
La prima pagina di questo cruciale racconto di storia e fede venne scritta nel 1728, anno di costruzione della prima chiesa dedicata a San Rocco. Nel 1783 il “flagello” rase al suolo l’edificio sacro, ma la comunità tutta, e in particolare i mirabili del tempo, intesero dare nuovo lustro al culto e al paese riedificandolo e rendendolo opera pregevole sia nelle fattezze sia nel concetto più alto che si eleva a Dio.
Da secoli il culto di Sa Rocco guida e identifica Cittanova. e i cittanovesi che vivono le celebrazioni del Santo come un capodanno anticipato, un avvento prematuro ma bellissimo rispetto alle stagioni che tornano e si inseguono, figlie del tempo che non cambia nel cambiamento perpetuo della nostra terra.
I carbonari, negli anni del fascino più intimo e lontano, ritornavano dai monti la terza domenica di settembre per recuperare il ricordo e le forze di uomini forti, nati dall’Aspromonte che forgia e rende unici nel mondo. E a San Rocco levavano lacrime e preghiere genuine nel nome di una fede incondizionata, gesti di rara potenza emotiva. Radici che nel tempo hanno fortificato la città e la sua immagine. Attorno alla chiesa nacque il liceo classico “V. Gerace”, opificio di saperi e tendenze sociali. Lì, poco più lontano, i fondatori della nuova era moderna immaginarono la Villa Comunale “Carlo Ruggiero”.
E le genti della Piana riconobbero allora, e riconoscono oggi, le celebrazioni in onore di San Rocco come fatto di immensa valenza religiosa, di profondo radicamento culturale e di notevole influenza dei costumi.
I prossimi 14, 15 e16 settembre la comunità di Cittanova, dal centro urbano alle contrade rurali, tornerà a riconoscersi nel riflesso evocativo di quella statua bellissima, custode di tanti desideri e tanti ricordi lontani, riaprendo lo scrigno intimo dell’essere uno e tanti nell’identità che accoglie e prende per mano.
Allora il Santo taglierà ancora una volta la folla assiepata sul sagrato e sulla piazza.
In quell’istante Cittanova avrà festeggiato qualcosa di più grande. La sua fede e la sua storia.”




