
di Clara Varano – Una realtà che molti sono abituati a vedere solo in tv, con i soliti spot promozionali. Eppure “Intercultura”, da tempo affermatasi come principale onlus che promuove studi all’estero è diventata una concreta opportunità anche per gli studenti calabresi.
Chi ha vissuto questa esperienza la racconta come unica. “Vivere in famiglia come esserne un membro effettivo è un’esperienza bellissima e che ti segna – racconta Mariachiara Chiodo, referente per l’invio della città di Catanzaro –. Io ho conosciuto Intercultura quando ormai ero adulta e non ho potuto accedere a quella che è la graduatoria per i 10 mesi di studio all’estero, ma mi è rimasta talmente dentro che ho deciso di iniziare l’esperienza come volontaria”. Ogni provincia ha i propri centri locali gestiti e coordinati da volontari. È attraverso i centri che poi avviene l’iscrizione e la selezione per accedere ad Intercultura.
Ci si può iscrivere già da adesso alle selezioni, che avvengono ogni anno a Novembre, dopo il 10, data di scadenza per l’accesso al concorso. A partecipare i ragazzi delle scuole superiori che possono scegliere fino 10 Paesi ospitanti, tra i quali poi ne verrà selezionato uno. Per loro l’opportunità di aderire ad un programma di studio tra i cinque proposti: annuale, semestrale, trimestrale, bimestrale ed estivo di lingua e natura. I periodi più brevi quelli maggiormente scelti in Calabria. Chi parte, viene accolto in una famiglia del Paese ospitante ed entra a farne parte. Naturalmente le mete più gettonate Usa oltreoceano e Irlanda in Europa, ma sta prendendo piede anche la scelta di Paesi come la Cina ed è in salita il Sudamerica. Complice una minore ricezione da parte degli Stati Uniti di studenti che frequentano la scuola come fossero cittadini, perché è cresciuta la quantità di college che offrono il servizio dietro lauto compenso, come l’Inghilterra.
Si può accedere ad Interecultura anche con borsa di studio, e quindi, con l’intero percorso a spese della onlus. Ad avere diritto alla borsa di studio e quindi ad accedere alla fascia zero, non solo gli studenti più meritevoli, quindi ha un gran peso l’andamento scolastico, ma anche coloro che hanno meno possibilità economiche di permettersi questa esperienza.
“Quest’anno dal Liceo Classico Campanella di Reggio Calabria, ci riferiamo al concorso dello scorso anno, parte per 10 mesi una ragazza con borsa di studio e andrà in Olanda – ci racconta Francesca Campolo volontaria per l’ospitalità del centro locale di Reggio Calabria –. Quello che è difficile trovare sono famiglie ospitanti”. Per ogni studente che parte, infatti, c’è uno studente che arriva e quindi una famiglia che ospita. La Calabria, tanto a Reggio, quanto a Catanzaro e nelle altre città ha una estrema difficoltà nel reperire famiglie ospitanti. “Accogliere un ragazzo magari per un anno non è facile – spiega Francesca Costantino presidente del centro locale di Reggio –. Magari in una famiglia ci sono membri convinti e membri che non lo sono, ma noi non possiamo mandare un ragazzo in un ambiente che può non essere accogliente per qualche motivo”. Oltre alla valutazione psicologica dei ragazzi che partono e delle rispettive famiglie che vengono preparate ad affrontare il distacco, c’è “una selezione molto rigida sulle famiglie ospitanti – sottolinea Rosamaria Malafarina responsabile del settore Sviluppo e Formazione di Reggio – perché è come fosse una vera e propria adozione”.
Anche i test sottoposti ai candidati sono stati preparati appositamente da psicologi per intercultura, perché non è facile gestire la lontananza in Paesi, come può essere ad esempio l’India, difficile da raggiungere. Molti, infatti, pur avendo i requisiti scolastici e reddituali non accedono perché non passano il test, loro o le famiglie.
Di seguito i contatti di riferimento per Intercultura e per i centri locali calabresi:
http://www.intercultura.it/index.php?p=204&l=ita®ione=calabria




