intravedevano possibilità di realizzare sogni e speranze, deve scuotere tutti e reagire.
Quello che sta avvenendo ed è avvenuto nei territori della Calabria e Sicilia, non può e non deve considerarsi tema secondario. Riguarda certamente la sicurezza della vita di persone, le responsabilità, il rispetto della dignità di popoli provenienti dal Mediterraneo, e non solo, ma anche l’economia e la nostra società.
Finora le forze politiche – anche quelle più progressiste-i Governi , sul tema dell’immigrazione e sul rischio di declino demografico e dell’invecchiamento delle società e, in particolare di quella italiana , si sono limitate a una attività prevalentemente precaria,momentanea basata sugli imprevedibili sviluppi per affrontare le emergenze senza alcuna politica organica e lungimirante.
Il nostro territorio, la costa jonica reggina, la provincia di Reggio e la Calabria, sono particolarmente interessati , come i fatti dimostrano, per l’impressionante e continuo sbarco di immigrati e che, con fatica, abnegazione e inadeguate risorse , strumenti e mezzi , le Autorità preposte, Sindaci, volontari, sono costretti ad affrontare i tantissimi problemi che si presentano con gli sbarchi degli immigrati e problemi conseguenti.
Ma il tema immigrazione – purtroppo non transitorio e momentaneo – che è fondamentale , coinvolgendo direttamente o indirettamente tutti , l’immediato e le prospettive, ed essendo un tema che non riguarda ovviamente solo il nostro Paese, richiede un forte impegno nazionale anche per l’aspetto collegato alla difesa della legalità e contro la criminalità presente spesso nell’organizzazione di questi viaggi .
Occorre che, dal basso, ci sia la mobilitazione di tutte le istituzioni – specificamente della Regione- per adeguate politiche e indirizzi . E, in questo contesto, gli organismi nazionali e internazionali impegnarsi per erogare finanziamenti da investire nei singoli Paesi nei quali per aspri conflitti o ragioni drammatiche, si registra l’emigrazione. Da qui il ruolo che certamente potrebbe esercitare la Ministra per l’Integrazione Cecile Kyienge . Per questo ci vogliono fatti e mobilitare tutti soggetti interessati Non basta che il Governo Nazionale nomini una Ministra, o che se ne accorga dell’emigrazione quando avvengono immane tragedie, non basta il cordoglio espresso dalla massima espressione della Camera, non bastano le dichiarazioni per sollecitare impegni europei, ma occorre pervenire, senza indugio, a una politica europea complessiva ed elaborare programmi e politiche credibili e rigorose per contrastare e combattere anche l’immigrazione clandestina e le possibili forme xenofobe che possono manifestarsi nei singoli Paesi
Occorre , perciò, un grande impegno, a tutti i livelli istituzionali, per valutare e riflettere, per aggiornare se necessario,anche la normativa europea e attuare politiche e iniziative incisive ed efficaci nei singoli Paesi .
Demetrio Costantino, Presidente CIDS




