Di seguito il comunicato stampa:
La Cassazione ha bocciato il «Porcellum» sollevando, sulla legge elettorale, «rilevanti questioni di legittimità» costituzionale. Ora dovrà ripronunciarsi la Corte Costituzionale che aveva già bocciato i quesiti improponibili di Veltroni, Parisi e Di Pietro che avevano fatto fallire, (con l’appoggio di Vendola), il referendum del prof. Passigli, l’unico che avrebbe potuto modificare radicalmente il “Porcellum” restituendo ai cittadini il diritto di voto libero, pieno e consapevole.
Adesso chiediamo che il Parlamento faccia, in questa legislatura, una adeguata legge elettorale. Non vogliamo trovarci, dopo il terzo, con il quarto Parlamento di “nominati”.
Attenzione, però, si potrà anche non chiamare “Porcellum” o “Mattarellum”, ma poco cambierà: se rimane una quota rilevante di eletti in liste bloccate avremo ancora Parlamentari “nominati” e non eletti.
“Con una sentenza depositata il 17 maggio 2013, la Cassazione ha, giustamente, dichiarato “rilevanti”, in relazione alla Costituzione e alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, “le questioni di legittimità” sollevate sulla legge elettorale vigente, il cosiddetto “Porcellum”.
Lo diciamo, inascoltati, da circa tre anni e abbiamo addirittura dovuto subire il boicottaggio delle nostre proposte referendarie che, al contrario di altre (veri e propri cavalli di Troia), avrebbero potuto modificare radicalmente il “Porcellum” restituendo ai cittadini il diritto di voto libero, pieno e consapevole”.
A commentare la sentenza della Cassazione, Francesco Alì, già portavoce del Comitato “Io firmo riprendiamoci il voto a Reggio Calabria” che sosteneva i tre quesiti promossi dal Comitato referendario costituito, tra gli altri, da Stefano Passigli, Giovanni Sartori, Margherita Hack e Umberto Eco, con l’obiettivo di restituire il diritto di scelta dei candidati attraverso la reintroduzione della preferenza.
“Oggi – continua Alì – che la Cassazione ha dichiarato «rilevante», «la questione di legittimità» costituzionale sollevata riguardo al «porcellum», dichiarando la sua manifesta «irragionevolezza», nonché la lesione «dei principi di uguaglianza del voto e di rappresentanza democratica», ci aspettiamo che il Parlamento faccia in questa legislatura, senza ulteriori rinvii, un’adeguata legge elettorale che torni a rendere la competizione politica un confronto tra persone condotto di fronte ai cittadini, e non nei corridoi dei Palazzi perchè chi si candida deve rispondere in primo luogo al proprio collegio elettorale.
Francesco Alì, oggi portavoce del Comitato che, subito dopo l’esperienza della raccolta firme, si è costituito come Comitato per la Democrazia e la Costituzione, aggiunge: “La Cassazione ha anche disposto l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale. E’ bene ricordare, però, che la Consulta aveva già dichiarato inammissibili e quindi bocciato i due quesiti referendari promossi da Veltroni, Parisi e Di Pietro con i rispettivi partiti e appoggiati da Vendola che, nelle intenzioni dei promotori, in caso di vittoria dei sì nella consultazione, avrebbero abrogato l’attuale normativa, provocando la reviviscenza del c.d. “Mattarellum”.
“Siamo convinti” – continua Alì – “che la via parlamentare resti la via maestra e la più urgente. Lanciamo, dunque, un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché si impegnino a restituire al cittadino il potere previsto dalla Costituzione di eleggere propri rappresentanti alla Camera e al Senato. Non vorremmo ritrovarci, dopo che abbiamo subito il terzo, con il quarto Parlamento di nominati e non di eletti: è questo il più grave vulnus alla Repubblica parlamentare disegnata nella nostra Carta costituzionale. Una democrazia non può vivere in un regime in cui deputati e senatori “nominati” sono sotto perenne “ricatto” dei pochi capi partito cui è attribuito il potere di nomina”.
“Ma ci aspettiamo anche che, questa volta,” – conclude Francesco Alì – “venga rispettato lo spirito della Costituzione e che non venga riproposto lo stesso trucco.
Il “porcellum” è, senz’altro, il peggiore tra i modelli elettorali. Ma ci permettiamo di rilevare che, se si dovesse riproporre, come sembra, il “Mattarellum”, con questo sistema elettorale poco cambierebbe. Il “Mattarellum” prevede, infatti una quota rilevante degli eletti scelti non dagli elettori, ma dal ristretto circolo dei padroni delle liste. Le liste bloccate privano gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti e ledono irrimediabilmente l’equilibrio tra i poteri. E un Parlamento di “nominati” non solo non nasce da una scelta vera e propria degli elettori, ma non ha alcun reale potere nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio”.




