Si terrà martedì 18 gennaio alle ore 18,00 presso la Sala San Giorgio al Corso, promosso dall’Associazione Anassilaos, il 2° incontro dedicato al Cinema sul tema “Alfred Hitchcock e il thriller/A proposito di Psycho” nel 50° della pellicola del regista inglese. Con l’intervento del Prof. Nicola Petrolino, esperto e studioso di cinema. Psycho è uno dei film più famosi di Alfred Hitchcock e forse quello che ebbe un maggiore successo commerciale e di pubblico. Candidato a 4 premi Oscar e inserito tra i film che devono essere preservati, racconta la vicenda, in parte tratta dalla cronaca criminale e dal romanzo di Robert Bloch, di una donna (Marion Crane interpretata dall’attrice Janet Leigh) che fugge dopo aver sottratto del denaro dalla Ditta nella quale lavora e viene accoltellata nel motel gestito da Norman Bates, un inquietante Anthony Perkins. Da questo assassinio, compiuto nella vasca da bagno dove Marion sta facendo la doccia, una delle sequenze più famose e paurose del cinema grazie al commento musicale e alla velocità della scena, prende avvio una storia avvincente che, grazie agli accorgimenti usati dal regista per creare paura e ansia, tiene il pubblico con il fiato sospeso fino allo scioglimento, inatteso, che non ha nulla comunque di catartico e rassicurante ma lascia anzi una sottile inquietudine grazie all’inquadratura finale di Bates/Perkins. Sul volto dell’assassino sorridente si nota infatti la sovrapposizione di una figura simile al teschio della madre. Alfred Hitchcock è il maestro riconosciuto del thriller e in Psycho questa sua capacità diviene sublime. Intanto è forse una delle poche volte, almeno nel cinema classico, in cui un protagonista, la bionda e bella Marion, esce di scena all’inizio del film e ciò contribuisce ad accrescere nello spettatore sgomento e sorpresa. La pellicola poi è girata in bianco e nero e, al contrario di quanto si possa immaginare oggi in cui siamo abituati a film dove sangue e squartamenti provocano un naturale disgusto e ribrezzo ma non suspance, tale scelta accresce l’angoscia specie nella scena dell’assassinio nella quale noi vediamo il coltello ma non il corpo di Marion colpita.




