di Grazia Candido – “Ogni mattina in Europa, appena sorge il sole, un cittadino europeo si sveglia consapevole di dover correre per affrontare uno spostamento. Ogni mattina nelle due Sicilie, appena sorge il sole, un cittadino si sveglia e sa che dovrà correre più di un normale cittadino europeo.
Ogni mattina appena sorge il sole, uno spostamento non è uguale per tutti i cittadini europei”.
Corrado Rindone e Antonino Vitetta, autori del capolavoro “Totò ed Io – due pellegrini dell’Area Interrotta dello Stretto”, un racconto tragicomico che mette a nudo la cruda realtà e le peripezie giornaliere che affrontano i pendolari dello Stretto. Con una sana ironia, alternata a volte da un’esilarante verve comica, i due protagonisti descrivono capitolo dopo capitolo, l’odissea dei tanti viaggiatori costretti oramai da anni, a spostarsi dalla Calabria alla Sicilia con i pochi mezzi di trasporto.
Ecco allora che i due cittadini “pellegrini” Totò ed Io, consapevoli dell’assenza di adeguati collegamenti e delle gravi difficoltà logistiche presenti sul territorio, sciorinano le criticità del servizio marittimo sdrammatizzando però, la convinzione oramai diffusa tra i residenti dell’area dello Stretto che “a Riggiu non funziona nenti”.
Il lettore prende visione delle incredibili ma reali “crociere sullo stretto”, dei ritardi delle navi, delle corse fantasma, dell’assenza di parcheggi vicini all’ingresso del porto (i più vicini sono sul ponte della Libertà), dei “riferimenti a strade, navi, servizi realmente esistenti ma che poi, sono puramente casuali (forse perchè realmente inesistenti), e si abbandona nelle avventure quotidiane dei tanti viaggiatori dell’Area dello Stretto ai quali non resta per sdrammatizzare il tutto, di fare quello che compiono frequentemente i nostri due protagonisti: mangiare per dimenticare una buona focaccia messinese o un bel piatto di “carciofi alla guida”.
Ma se a Reggio non funziona niente, nemmeno dall’altra parte della sponda la situazione è delle migliori. Anche i siciliani devono fare i conti con “l’Area mai integrata dello Stretto”.
Se si decide di andare a Messina o a Reggio Calabria per studiare, lavorare o semplicemente per comprare un paio di scarpe, è necessario sapere che probabilmente, il viaggio di attraversamento sarà una specie di “viaggio della speranza”.
“Siamo usciti da casa alle 13, siamo arrivati a 9 km di distanza, in linea d’aria, alle 19, quasi 6 ore dopo, per comprare – racconta Totò al collega di sventura – le stesse scarpe che vendono a Reggio, ma con il sangue che si è fatto acqua. Puru a Messina non funziona nenti”.
In sei ore saremmo arrivati con l’aereo a Parigi o a Londra, compreso lo scalo a Roma. O forse a Roma con il treno.
“Abbiamo perso l’ultimo aliscafo delle 18,30. Siccome Totò si è voluto mangiare la focaccia messinese abbiamo perso l’ultima nave in partenza dalla rada San Francesco alle ore 22. Siamo ancora al porto di Tremestieri in attesa che parta una nave. Totò: “ma il grattino fino a che ora l’avevi messo nel parcheggio a Villa?”.
E’ la storia infinita dei tanti pendolari dello Stretto che però, rappresentano i cittadini del Regno delle Due Sicilie e che hanno trovato in Totò ed Io i “paladini” di un’area che deve essere migliorata e soprattutto, conosciuta da chi ancora oggi, non ha capito cosa sia l’integrazione.
“Questo libro – dicono i due autori – è stato realizzato anche grazie ai direttori della testata giornalistica on line Strill.it che hanno subito nel tempo, l’invio di nostri articoli estratti da questo testo. Era una sfida continua, noi inviavamo e loro pubblicavano”.
Io diceva: “Questo non lo pubblicano, è troppo diverso rispetto ai canoni che deve avere un articolo”; e Totò rispondeva: “Ovvio che non lo pubblicano, a Riggiu non funziona nenti!”.
E invece i direttori della testata pubblicavano sempre quei simpatici ma tanto reali racconti di storie quotidiane per offrire un monito a chi ancora oggi, si illude che tutto va bene, che qualcosa sia cambiato in meglio, che i trasporti e i servizi offerti ad un’utenza eterogenea siano migliorati.
Invece, è rimasto tutto come prima anzi a volte, sembra di entrare in un vortice senza via d’uscita. Di certo una cosa è rimasta uguale: il disagio dei pendolari costantemente alla ricerca di servizi adeguati per i loro incredibili spostamenti.
Il libro sarà presentato dagli autori giorno 11 Febbraio alle ore 16,30 presso il palazzo storico della Provincia, alla presenza degli Assessori ai Trasporti di Comune, Provincia e Regione.




