
Il 6 febbraio dello scorso anno si spegneva Guido Crucitti, barbiere del rione Sbarre. In molti ricorderanno questo mite uomo che è divenuto, suo malgrado, una voce importante e un punto di riferimento della città. Per oltre trenta anni il “barbiere di Sbarre” ha denunciato all’attenzione di concittadini e amministratori, problemi e disagi di Reggio e dei suoi
abitanti. Nelle sue lettere, ospitate sempre nello spazio riservato ai lettori di giornali locali e nazionali, hanno trovato voce molte problematiche della nostra città. Con mitezza, ma anche senza sconti, con parole semplici e dirette, ma con una puntuale documentazione, segnalava disservizi, incuria, abbandono e situazioni di disagio, proponendone anche soluzioni e interventi. Una voce pura, libera da condizionamenti di ogni sorta, coscienza della comunità cittadina invitata assiduamente a un’assunzione di responsabilità collettiva verso il bene pubblico, e al contempo coscienza critica della pubblica amministrazione, a sua volta chiamata a rispondere dello stato di abbandono in cui la città versava, soprattutto tra gli anni 70-80, il periodo più buio della storia di Reggio.
Ad un anno di distanza dalla sua prematura scomparsa, l’Istituto di Formazione politico-sociale “Mons. Antonio Lanza”, la Città del Sole Edizioni e la famiglia Crucitti hanno deciso di pubblicare un’antologia delle sue lettere. Un corpus epistolare che conta migliaia di missive, corredate spesso dalle foto che il barbiere-cittadino scattava e inviava ai giornali per documentare al meglio le sue denunce e che spaziano tra svariati argomenti. Il volume “Lettere d’amore alla mia città (1977-2007)”, in corso di pubblicazione, ha raccolto solo una piccola parte di questa enorme mole di lettere, dividendole in tre sezioni che rappresentano i temi più cari all’autore: i Luoghi della città e il loro stato di abbandono, i Volti, cioè gli emarginati, i poveri, i malati mentali, nonché una serie di riflessioni, i Pensieri che spaziano sempre tra le regole del buon vivere civile, l’amore per il prossimo e la solidarietà.
La pubblicazione vuole rappresentare un omaggio postumo a questa rara figura di cittadino responsabile e consapevole che ha lasciato un ricordo indelebile in quanti l’hanno conosciuto e apprezzato, e un invito, rivolto soprattutto ai giovani, affinché guardino alla figura di Guido Crucitti come esempio di impegno civico e di amore verso il prossimo.




