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ThyssenKrupp Blues. Ecco il film di Deriva film

7 Agosto 2008
in Cultura
Tempo di lettura: 2 minuti
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Deriva film in collaborazione con  Esperia Film e BabyDoc Film presenta un film di Pietro Balla e Monica Repetto da titolo “ThyssenKrupp Blues”. Il film racconta la storia di Carlo, un giovane di 30 anni, operaio della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni. Vive e lavora a Torino, dove si è trasferito dal Sud Italia, precisamente da Pazzano nella Vallata dello Stilaro. Nell’aprile del duemilasette la dirigenza tedesca della ThyssenKrupp decide di disfare lo stabilimento di Torino e  l’undici giugno Carlo riceve la lettera che annuncia la cassa integrazione istantanea. Nonostante le marce di protesta organizzate con i suoi colleghi, l’incontro con il sindaco e i rappresentanti sindacali non si riesce a impedire che la fabbrica sia chiusa. Il quattro luglio, mentre la città di Torino è in festa, Carlo invita la sua amica Melita a cena. Durante l’incontro Carlo annuncia a Melita di dover tornare in Calabria, dalla sua famiglia, per riuscire a sopravvivere. Alla sensazione di essere stato usato dai suoi datori di lavoro, si aggiunge la tristezza della rinuncia ad una storia d’amore. Inaspettatamente, però, l’azienda rimanda lo smantellamento degli impianti a fine anno richiamando Carlo a lavorare in linea. Per non perdere il diritto alla liquidazione, gli operai fanno turni massacranti e in condizioni di sicurezza precarie, dato che la manutenzione alle macchine è stata sospesa già dalla primavera. Cronaca di una morte annunciata: la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, alla ThyssenKrupp torinese scoppia l’inferno. Nella linea 5 le fiamme travolgono i sette operai di turno, bruciandoli vivi. Carlo quel giorno aveva fatto il turno pomeridiano. Una telefonata all’alba lo avverte  del disastro. Adesso, gli operai della Thyssen, che prima nessuno ascoltava, vengono sbattuti sulle prime pagine dei giornali e in tv.  Lo stabilimento di Torino chiude definitivamente e Carlo, di nuovo senza soldi, torna in Calabria. Il viaggio di ritorno alla terra d’origine si trasforma in una ricerca d’identità e del proprio posto nel mondo. La Calabria, negli incontri e nella natura, si fa terra mitica in cui un uomo fatto a pezzi dalla rabbia, dal dolore e dall’infernale circolo mediatico tenta di ritrovare se stesso.

Elia Fiorenza

 

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