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La "bonifica" del territorio

13 Marzo 2012
in La bonifica
Tempo di lettura: 4 minuti
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Di seguito lo starlcio del provvedimento di fermo relativo alla “bonifica” del territorio

Alle ore 18.40 del 3 aprile 2011 il TEGANO raggiungeva l’aeroporto di Reggio Calabria unitamente a ROMANO Letterio, suo cognato, utilizzando la Fiat 500 a lui in uso. A seguire, prelevava la compagna e la madre di quest’ultima nel centro di Reggio Calabria,

accompagnandole presso l’abitazione di Villaggio Arghillà Nord.
Quindi, si dirigeva verso il quartiere Archi di Reggio Calabria e, alle ore 19.31, raggiungeva la via Gran Madre di Dio, sostando nei pressi dell’abitazione di MORABITO Cosimo  sino alle ore 19.34.
Ripartito, si dirigeva verso la SS 18 per giungere nei pressi del pastificio “Antichi Sapori Mediterranei” dove – come da esiti del servizio di video osservazione – prelevava un vassoio ed una busta per poi riprendere la marcia alle ore 19.38 e giungere in via Corvo.
Anche qui, il servizio di video osservazione – si tratta di quello installato presso l’abitazione di TEGANO Margherita – permetteva di rilevare che alle ore 19.40 il TEGANO aveva avuto accesso allo stabile: in mano non recava nulla di quanto precedentemente prelevato.
Detto sistema, tuttavia, non ritraeva l’autovettura che, infatti, come rilevato dai dati GPS, era stata lasciata in sosta nel tratto della via Corvo compreso tra il civ. 9 e la SS 18.
Alle successive ore 19.45, TEGANO Margherita e la figlia CONDELLO Maria uscivano dalla propria abitazione: qui CONDELLO Maria si allontanava lungo la discesa di via Corvo con in mano un sacchetto della spazzatura mentre TEGANO Margherita, con lo sguardo rivolto verso la figlia, restava in attesa dinanzi l’ingresso di casa. Dopo pochi istanti la TEGANO si avviava a piedi verso la parte alta di via Corvo, seguita da CONDELLO Maria che la raggiungeva a passo svelto.
Era evidente che anche in tale ultima circostanza le due donne miravano a “bonificare” il percorso: certamente, a parere delle due, la presenza in strada della minore avrebbe destato meno sospetti qualora fosse attivo un servizio di osservazione da parte delle FF. PP..
Alle ore 19.53, sempre dall’abitazione delle due donne usciva RICHICHI Roberto che, a piedi, seguiva il percorso fatto da TEGANO Margherita mentre alle ore 19.55 usciva TEGANO Bruno che, con in mano un borsone, rimaneva in attesa del RICHICHI. Ed infatti, solo al rientro di questi il TEGANO lasciava l’abitazione, dirigendosi verso il luogo in cui aveva parcheggiato l’autovettura.
Tali circostanze inducono a ritenere che anche il comportamento del TEGANO e del RICHICHI fosse preordinato all’esecuzione di attività di bonifica.
Dall’analisi dei tracciati GPS si accertava che la Fiat 500 veniva condotta verso la SS 18 per poi rientrare all’interno del quartiere CEP, alle ore 19.57.
L’andatura del veicolo risultava essere particolarmente lenta e, alle ore 19.59, sostava nel piazzale del Lotto XVIII.
Le conversazioni tra presenti  captate all’interno dell’autovettura consentivano di rilevare – in maniera nitida – la rapida apertura di uno sportello, lo scorrimento di un sedile e la chiusura della portiera.
Ciò, evidentemente, stava a significare che il TEGANO era rimasto a bordo del mezzo in attesa che le due donne raggiungessero a piedi il luogo convenuto. Poi, viste le caratteristiche del mezzo, era evidente che una delle due si fosse posizionata nella parte posteriore, accedendovi dall’unico sportello lato passeggero e quindi facendo scorrere in avanti il sedile anteriore del passeggero.
La sosta, comprensiva delle segnalate operazioni, durava 20 secondi .
Il veicolo, pertanto, riprendeva lentamente la marcia, intersecava la via Corvo, si immetteva nella via Mercatello, strada a fondo chiuso, effettuava un’inversione di marcia e vi rimaneva in sosta per circa due minuti : era evidente che tanto la scelta di transitare nuovamente nei pressi dell’abitazione quanto quella di percorrere una strada a fondo chiuso corrispondessero alla precisa volontà di verificare la presenza di eventuali pedinatori.
A questo punto, il mezzo si dirigeva verso la località Gallico Marina, giungendo alle ore 20.09 in via Petrarca e rimanendovi in sosta fino alle ore 20.11.
Ripresa la marcia, il veicolo giungeva nella via Casa Savoia, sostandovi dalle ore 20.13. alle ore 20.16, all’altezza del civico 121.
Alle ore 20.14 il TEGANO provava a contattare  il nipote ROMEO Demetrio che, in quel momento, si trovava presso l’abitazione  di via Corvo: i tentativi di chiamata non avevano però esito positivo a causa della mancanza di credito sull’utenza in uso al TEGANO che, pur avendo poi fatto ricorso  al servizio automatico di autoricarica, non tentava di contattare nuovamente il giovane.
Ripresa nuovamente la marcia, il TEGANO, come nella fase precedente, adottava idonei accorgimenti atti a verificare che non fosse pedinato: egli, infatti, piuttosto che dirigersi direttamente in via Privata Marra, dove il veicolo veniva lasciato in sosta dalle ore 20.23 alle successive ore 21.00, preferiva percorrere – anche transitandovi più volte – vie interne, strette e scarsamente illuminate .
Nel nuovo punto di stazione, l’apparato di intercettazione tra presenti installato a bordo del veicolo consentiva di accertare l’apertura e la chiusura delle due portiere, lo scatto delle sicure e l’autoradio lasciata accesa durante l’intera durata della sosta.
Va precisato che nelle precedenti soste le portiere non erano state mai aperte, ciò significando che i passeggeri in nessuna circostanza erano scesi dal veicolo ma che – fondatamente – stavano verificando l’eventuale presenza di inseguitori.
Alle ore 21.10, il servizio di osservazione e pedinamento attivato accertava che il TEGANO, avvicinandosi a piedi alla Fiat 500, vi saliva a bordo per poi dirigersi direttamente alla propria abitazione sita in via Nicolò da Reggio civ. 1/B .
Il rientro di TEGANO Margherita e della figlia Maria veniva riscontrato solo nella tarda mattinata dell’8 aprile 2011.
Non era possibile, però, acquisire elementi per l’individuazione delle modalità di rientro poiché le donne avevano utilizzato un accesso non sottoposto a video – controllo.

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