• Home / ARCHIVIO / Catania / Catanzaro: chieste 5 condanne nell'inchiesta "Free Village"

    Catanzaro: chieste 5 condanne nell'inchiesta "Free Village"

     

    Si è conclusa con la richiesta di cinque condanne, per il momento, la requisitoria del pubblico ministero nell’ambito dei giudizi abbreviati chiesti da alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta denominata “Free village”

    e raggiunte da un provvedimento cautelare in due operazioni consecutive, eseguite dalla Squadra mobile con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con le accuse di estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Per i cinque imputati – scrive l’Agi – che avevano già ottenuto il rito abbreviato il pm Vincenzo Capomolla ha chiesto condanne a: 20 anni di reclusione per Mario Mongiardo, ritenuto un elemento di primo piano della cosca Gallace di Guardavalle (Cz), 14 anni per Francesco Corapi, 8 anni per Francesco Ranieri, 4 anni per Luigi Barbieri, 5 anni per Bruno Ranieri (tra gli avvocati impegnati Francesco Gambardella, Fabrizio Costarella, Sergio Callipari). Altri imputati hanno però chiesto l’abbreviato oggi, ed il pm dovrà quindi discutere rispetto alle loro posizioni alla prossima udienza del 19 gennaio. Quel giorno, inoltre, proseguirà la normale udienza preliminare per gli indagati che non hanno scelto il rito alternativo e rispetto ai quali il giudice dell’udienza preliminare Antonio Rizzuti dovrà decidere se e chi mandare sotto processo. Sono infine stati citati a giudizio immediato davanti al tribunale collegiale altri imputati di “Free village”. L’operazione fu portata a termine il 6 settembre del 2010 quando quattro persone, tutte del basso Ionio catanzarese, furono raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare, mentre un quinto uomo fu sottoposto a fermo con l’accusa di favoreggiamento personale.

     

    Secondo la tesi accusatoria, le indagini della squadra mobile di Catanzaro avrebbero fatto luce sull’attività di racket perpetrata da anni a danno di società del centro e nord Italia impegnate anche con grossi investimenti nel settore turistico alberghiero nel soveratese, zona che, peraltro, e’ interessata da una violenta faida per il controllo del territorio. In carcere finì Mario Mongiardo, di San Sostene (Cz), accusato di estorsione aggravata alla società IperClub, di Roma, e della Fram groop di Taranto, che dal 2003 e’ proprietaria di 120 appartamenti a Sant’Andrea dello Ionio. Con lui finirono in manette e poste ai domiciliari Cosimina Samà, e la figlia Marianna. In carcere finirono anche Corapi, nonché Mastroianni, guardia giurata in servizio nel villaggio turistico al centro dell’indagine, sottoposto a fermo perché, secondo quanto reso noto, stava avvertendo Mongiardo e Corapi del possibile arresto. A fine dicembre, poi, fu la volta di “Free village 2”, un nuovo blitz per l’esecuzione di un altro provvedimento cautelare emesso a carico dello stesso Mario Mongiardo, della guardia giurata Mastroianni, e di Erminia Loreni, 53 anni, originaria di Fossato Serralta (Cz) e residente in Germania, per cui fu disposta la custodia in carcere (nel collegio difensivo figurano Salvatore Staiano, Armodio Migali, Luigi Aloisio), e Bruno Ranieri, insegnante in pensione che, secondo le accuse, era stato imposto come amministratore del condominio del villaggio oggetto dell’indagine, finito ai domiciliari.