“Voglio precisare che ogni riferimento riguardante il presidente Lombardo e risultante dalle indagini e’ stato oggetto di attenta valutazione specie con riguardo alla sua valenza sul piano probatorio e alla sua capacita’ di resistenza
alle critiche difensive non ritenendone, allo stato, la idoneita’ per adottare alcuna iniziativa processuale nei confronti del medesimo”. Lo ha detto il procuratore di Catania Vincenzo D’Agata, nel giorno dell’imponente operazione antimafia “Iblis”, in riferimento alle notizie di questi mesi sul coinvolgimento del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo nell’inchiesta su mafia, appalti e politica.
“Il contesto nel quale il mio ufficio ha operato ha aggiunto D’Agata – ha certamente registrato momenti di appassionato confronto, fisiologico nelle dinamiche decisionali, che non ha mai comportato pero’ ‘spaccature’ interne, sulle quali si e’ attardata invece certa stampa, per ragioni che non appartengono al mondo della giustizia ed al corretto esercizio della sua funzione”. Il procuratore etneo ha poi sottolineato che “sebbene il filone della politica rappresenti certamente un momento rilevante nel contesto della attivita’ investigativa delegata ai Ros, al quale anche la Dda ha riservato grande attenzione, e’ pur vero che esso non ne rappresenta pero’ l’asse portante, contrariamente a quanto prospettato invece dai media, che vi hanno riservato una attenzione tale da trasmettere un messaggio inesatto al punto da intestare addirittura all’identita’ di ben individuati personaggi istituzionali – il presidente Lombardo – la denominazione dell’intera operazione”. Ha concluso su questo punto D’Agata: “Pur avendo l’indagine riservato grande attenzione alla ricerca e individuazione di ogni possibile contaminazione mafiosa della politica, non e’ stata tuttavia una indagine mirata esclusivamente o prevalentemente alla politica o verso qualche politico in particolare, che vi abbia assunto il ruolo di principale protagonista”.




