“Sant’Agata mi ha salvato, per questo portero’ il sacco bianco per tutta la vita”. Salvo Vaccarello, 19 anni, una delle tre persone ferite ieri nel crollo di un balcone a Catania durante i festeggiamenti della patrona, crede a un miracolo: un cornicione l’ha colpito di striscio e se l’avesse investito in pieno l’avrebbe ucciso. “Ero uscito dal cordone per vedere da vicino Sant’Agata -racconta Maccarello- ad un tratto mi e’ caduto addosso il masso. Non mi sono accorto di nulla perche’ ero girato. Accanto a me c’era un mio amico e sua moglie, anche lei e’ rimasta ferita. Per un lungo momento ho pensato di morire, mi e’ mancato il respiro. Poi in ambulanza sono stato portato al Garibaldi. Avevo ancora in sacco bianco addosso”. La piu’ grave dei tre feriti e’ una donna ricoverata nel reparto di rianimazione del “Garibaldi” con una lesione a un rene, contusioni polmonari e fratture lombari. Presto dovra’ essere operata. Fiducioso il professore Sergio Pintaudi che sta coordinando le cure. Trenta giorni di prognosi per una frattura alla spalla per l’altra donna coinvolta nel crollo del balcone di via Umberto. Quaranta i giorni di prognosi, invece per Salvo Vaccarello, per fratture alle vertebre. Rimane sotto sequestro il balcone che ha ceduto forse a causa del peso delle persone che stavano assistendo alla processione. Tra queste pure un fotografo che ha evitato di precipitare nel vuoto dopo essersi attaccato alla ringhiera: la polizia municipale su ordine del sostituto procuratore Angelo Busacca sta indagando per capire se vi siano responsabilita’ da parte del proprietario dell’appartamento di via Umberto 107. (AGI)




