Nel cuore della civilissima Europa nel secolo XX, il legislatore ha limitato la capacità giuridica dei cittadini in base alla loro appartenenza a una razza-religione e ha prodotto un articolato corpus di norme che conduceva al compiuto e perfetto isolamento – ancor prima che all’annientamento della vita – dei membri della comunità ebraica; lo stato ha messo in moto una complessa e invasiva macchina amministrativa per attuare tale legislazione; l’opinione pubblica, adeguatamente preparata da un’attenta e ben orchestrata campagna di stampa, ha accolto nella sua larga maggioranza le novità legislative con acquiescenza cinica, opportunistica, timorosa, convinta o anche solo conformista. Quanto è successo in quegli anni è un elemento costitutivo della nostra identità di italiani ed europei. Da qui nasce l’idea di un incontro di studio, intitolato “Razza Diritto Esperienze. A settant’anni dalle leggi razziali” che si terrà a Catania e Ragusa il 29 e 31 ottobre 2008 organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania (www.lex.unict.it/radies). Tra i relatori Giuseppe Speciale, (Università di Catania) che relazionerà su “Rimane ferma la Regola. I giudici e le leggi razziali (1938-1943) e Michele Sarfatti (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Milano) Le vicende della spoliazione degli ebrei: la relazione Anselmi (2001)”.




