Lungo la linea ferrata, nei pressi di Motta Sant’Anastasia, il giorno della tragedia costata la vita a due operai delle Fs, non c’era alcuna segnalazione per comunicare al macchinista del treno regionale Palermo-Catania, che nella stazione erano all’opera i lavoratori che stavano lavorando alla sostituzione dei bulloni delle traversine. Per questo il macchinista del treno che lunedi’ alle 11.30 ha travolto Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese, ha effettuato solo una modesta decelerazione, quella prevista quando si attraversano le banchine delle stazioni. E’ quanto emerge dalla indagini della Procura di Catania. Il convoglio – e’ l’altro punto importante che emerge – viaggiava infatti a 85 km orari. Se ci fosse stata invece la segnalazione del cantiere il macchinista avrebbe dovuto tenere una velocita’ non superiore ai 40 km orari, andatura prevista in caso di cantieri aperti, in modo da permettere eventuali frenate bruschi in caso di necessita’. Sul registro degli indagati per omicidio colposo plurimo la procura di Catania ha iscritto il capostazione Giuseppe Apa, oltre al responsabile della sicurezza della squadra quel giorno al lavoro, Castrense Cassaro. Il capostazione adesso dovra’ spiegare ai magistrati perche’ non fosse stata impiantata lungo i binari la segnaletica di lavori in corso. L’altro interrogativo al quale l’inchiesta dovra’ fare luce e’ dove si trovavano al momento dell’incidente i tre operai che con Virgillito e Calabrese componenavono la quadra di manutentori. Certamente non erano con loro mentre le disposizioni in questi casi impongono la presenza del responsabile della sicurezza anche per garantire i compagni di lavoro. Cosi’ si spiegherebbe l’avviso di garanzia notificato Cassaro. (AGI)




