Viveva in una villa circondata da un terreno di 2.000 metri quadrati ma ufficialmente risultava nullatenente, tanto da non potersi permettere neppure un avvocato. E’ l’accusa contestata dalla Procura di Catania al presunto mafioso Salvatore Assinnata, 36 anni, dell’omonimo clan di Paterno’, al quale il Tribunale etneo ha disposto il sequestro dell’immobile e la revoca del gratuito patrocinio. Il provvedimento, emesso dai giudici della quinta sezione penale, e’ stato eseguito da militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza del capoluogo etneo. La villa, che ha anche dei box adatti al ricovero di cavalli, e’ intestata a un presunto prestanome dell’indagato, ma, secondo l’accusa, Assinnata la utilizzava come propria seconda casa. Le Fiamme gialle avrebbero accertato che il destinatario del provvedimento, che usufruiva del gratuito patrocinio sostenendo di non avere redditi, recentemente avrebbe acquisito diversi automezzi e sarebbe in realta’ proprietario di immobili. Salvatore Assinnata e’ stato condannato per associazione mafiosa nel 2006 dalla Corte d’appello di Catania. Attualmente e’ detenuto in attesa di giudizio, assieme a dei presunti complici, per un agguato mafioso avvenuto l’11 giugno del 2006 a Paterno’ in cui morirono due persone e rimase ferito il figlio minorenne di una delle vittime. (ANSA)




