
di Damiano Pratico’ – La pluripremiata ditta scenografica Dante Ferretti-Francesca Lo Schiavo (marito e moglie) “tiene” cuore calabrese. Il nonno di lei – Pasquale Lo Schiavo
conte di Pontalto – nacque a Radicena (poi Taurianova, dal 12 marzo 1928) nel 1812. Nella prima metà del Seicento, i Lo Schiavo, infatti, si erano trasferiti nella cittadina della Piana di Gioia Tauro dopo aver abbandonato le loro terre d’origine veneto-dalmate.
Francesca, nata a Roma l’11 gennaio 1948, inizia la sua carriera professionale di scenografa grazie a Federico Fellini, suo caro amico, conosciuto nel 1980. L’esordio, tuttavia, avviene l’anno dopo con il film “La pelle” di Liliana Cavani. Nel 1983, lavora con Fellini alla pellicola “E la nave va”, per poi collaborare ancora con il regista riminese al film “La voce della luna” del 1990.
Il cavallo di battaglia della Lo Schiavo, comunque, si rivela essere la partnership – professionale e sentimentale – con Dante Ferretti, scenografo di Pasolini, Fellini, Ferreri e Comencini. Francesca lavora come decoratrice di interni.
Dopo aver ricevuto addirittura otto nomination agli Oscar, la ditta Ferretti-Lo Schiavo conquista l’ambita statuetta con “The Aviator” di Martin Scorsese, nel 2005. Francesca, in questo anno, riceve anche l’onorificenza di “commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana”. I due si ripetono nel 2008 con “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street” di Tim Burton. Il ‘triplete’ – per la scenografia di ‘Hugo Cabret’, regia di Martin Scorsese – arriva la notte del 26 febbraio 2012 quando Dante Ferretti (production designer) e Francesca Lo Schiavo (set decorator) incantano il Kodak Theatre di Los Angeles: lui, con il suo inglese alquanto stentato; lei, con un imperioso “this is – alzando al cielo la statuetta – for Italy”.
Per il terzo prestigioso Oscar nel giro di sette anni, anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha espresso ai coniugi i suoi complimenti affermando che il loro “qualificato apporto al film di Scorsese, premia il ricco patrimonio di esperienze, di creatività e di cultura del cinema italiano”.
Dal 1981, Francesca Lo Schiavo ha collaborato per la scenografia di circa venti film. Tra i tanti titoli, ricordiamo – oltre alle pellicole già citate – “Gangs of New York” di Martin Scorsese, regista/portafortuna per il duo Ferretti-Lo Schiavo, “Ritorno a Cold Mountain” di Anthony Minghella ed “Intervista col Vampiro” di Neil Jordan.
Il 13 maggio 2012, il sindaco di Taurianova Domenico Romeo ha insignito Francesca Lo Schiavo della cittadinanza onoraria. Nella motivazione si legge: “Per le notevolissime capacità professionali nell’impegnativo campo scenografico, che hanno consentito, per ben tre volte, di conquistare l’Oscar nell’ambita meta cinematografica di Hollywood, inorgogliscono questa città che ha dato i natali al nonno Pasquale Lo Schiavo, conte di Pontalto; tutta la comunità taurianovese riconosce nell’opera svolta da Francesca Lo Schiavo quel grande talento e quello spirito di genialità che ha contraddistinto i suoi antenati”. Nell’occasione, Francesca Lo Schiavo ha detto emozionata: “In quello che faccio, ho sempre messo qualcosa dell’Italia e soprattutto della Calabria, perché io sono calabrese e nelle mie scenografie ho sempre inserito le mie radici, quelle stesse radici che ho sempre portato con me e che mi hanno aiutata ad essere quella che sono”.




