
di Giusva Branca e Raffaele Mortelliti – Cari lettori, da oggi su Strill.it non leggerete più nulla riguardante
la Regione Calabria (per lo meno più nulla riguardante i lavori dell’Assemblea seguiti dall’interno e,ovviamente, i comunicati stampa che a profusione giungono dagli affollatissimi uffici stampa dell’Ente).
Accade, infatti, che il Consiglio regionale della Calabria, d’accordo con l’Ordine dei giornalisti Calabria e il Sindacato, abbia sottoscritto un protocollo secondo il quale siano numerose le limitazioni alle dinamiche di accesso e di lavoro dei rappresentanti della stampa.
Si va da una serie di limitazioni per l’accesso, all’autorizzazione preventiva per le riprese dei lavori dell’Assemblea (pubblici per definizione), ad un vero e proprio recinto entro il quale potranno muoversi gli operatori dell’informazione, fino alla richiesta di autorizzazione all’ufficio stampa del Consiglio regionale per intervistare consiglieri regionali (ovviamente consenzienti).
Strill.it, non senza inorridire rispetto a norme sbandierate come ‘’uniche in Italia’’ (a nessuno è venuto il dubbio che ci sia un problema, esattamente come all’ubriaco contromano in autostrada che è convinto di trovarsi di fronte centinaia di pazzi), con grande rispetto di chi decide a casa propria e pur ritenendo il tutto una gravissima lesione del diritto-dovere di informare, prende atto e si adegua, non senza, tuttavia, autodeterminarsi a sua volta, decidendo di non frequentare le stanze e le Aule di Palazzo Campanella.
Ovviamente – ma questo è appena ovvio – sulla nostra testata non troverà spazio più alcun tipo di comunicazione proveniente dalla Regione Calabria, non avendo più gli strumenti per poterne verificare con spirito critico, come è d’obbligo, il contenuto dall’interno.
L’umiliazione di essere considerati solo come megafono a senso unico della propaganda pagata con soldi pubblici la risparmieremo ai nostri lettori prima ancora che a noi stessi.
Per il resto i lettori stiano tranquilli, perché i lavori dell’Assemblea si possono seguire e raccontare con dovizia di particolari in altri modi, mentre tutto ciò che non attiene alla parte evidentemente pubblica continuerà ad essere coperto dalla nostra testata facendo ricorso alle nostre ormai collaudate fonti.
Nulla di personale, si intende…è la stampa, bellezza!




