
di Clara Varano – Da dove dovranno mai arrivare i risultati delle analisi che l’Arpacal ha effettuato qualche settimana fa sulla sabbia sversata sulla spiaggia di Catanzaro?
Visti i tempi che impiega l’ente a fornire i risultati, molti si stanno domandando “se è la Nasa ad effettuare le analisi”. Nell’attesa di queste “fantomatiche”, quanto indispensabili analisi, per tranquillizzare la cittadinanza, spieghiamo gli sviluppi della vicenda.
La storia

Nel mese di Aprile, la ditta “Fra.Ro srl”, che si sta occupando del progetto ripascimento della spiaggia del quartiere Lido di Catanzaro, sversa, sulla spiaggia pubblica, una enorme quantità di sabbia, proveniente, così come stabilito dal progetto stesso, dal fondale del porto. Da quella mattina, i cittadini di Catanzaro, hanno chiesto spiegazioni al sindaco ed agli amministratori per capire non solo da dove provenisse, ma anche se la sabbia fosse o meno salubre con certificazione pubblica. Si scopre, dopo le rimostranze, che l’Arpacal, all’epoca dell’inizio dei lavori, 2008, non era stata messa nelle condizioni di effettuare le analisi sulla sabbia in questione. Col tempo, considerato che il progetto è stato bloccato più volte, si è arrivati al 2013, e intanto ci si era dimenticati che proprio quel certificato mancava.
Analisi dei fattiSabbia depositata, dove molti d’estate trascorrono le proprie giornate. Certificato di salubrità assente. Dubbio e allarme sul probabile inquinamento di piombo e altre sostanze nocive che in genere sono presenti nella sabbia portuale.
L’Arpacal effettua un prelievo di sabbia per analizzarla, dopo aver diramato una nota stampa in cui spiega come sono andate le cose ai cittadini. I cittadini annunciano di voler fare delle analisi parallele privatamente. Il sindaco ed alcuni consiglieri si recano sul posto per controllare di persona cosa succede.
Che fare a questo punto? Tutto annullato, dichiara il sindaco Abramo. Il progetto viene ridimensionato ad un pennello, che eviterà l’erosione della costa, e la sabbia depositata “inopinatamente”, secondo quanto detto sempre dal sindaco, avrebbe dovuto essere eliminata nell’ottica del ripristino originale dei luoghi ed utilizzata per iniziare a realizzare una nuova strada.
Tralasciando l’impossibilità di ripristinare i luoghi allo stato originario, se non asportando ingenti quantità di sabbia e quindi abbassando il livello della spiaggia con conseguenze problematiche per la stagione estiva, da Aprile ad oggi la sabbia, sversata non è stata ancora asportata.
Lo stato attuale della situazione
La sabbia è ancora lì. O meglio, una piccola parte di sabbia è ancora lì. Saranno andati i dipendenti della ditta “Fra.Ro srl” a rimuoverla? Saranno stati gli addetti del Comune? No, ci ha pensato il buon vecchio e sempre operoso mar Ionio, così come si vede dalle foto. La mareggiata di questi giorni, infatti, sta facendo il lavoro che avrebbe dovuto fare qualcun altro “ripristina lo stato originario dei luoghi”, con un grosso punto interrogativo: “la sabbia è o non è inquinata?”. L’Arpacal non ha ancora fornito i risultati, quindi non abbiamo la certezza che quella sia priva di piombo. La speranza è che venga certificata la salubrità di ogni singolo granello, altrimenti il mare l’avrebbe fagocitata inquinandosi, ed è inutile lamentarsi della diminuzione delle bandiere blu in Calabria, se questi sono i presupposti. E poi, signor sindaco, se vuole davvero utilizzare la sabbia per realizzare una strada, dovrebbe affrettarsi a recuperare i granelli rimasti, prima che le onde portino via anche quelli.




