
Si riparte dai territori voltando pagina e dimenticando la debacle nazionale e regionale delle ultime elezioni. Questa la ricetta di un “rinnovato” Pd, presentata oggi in una conferenza a Catanzaro.
Il commissario assieme ai fedelissimi è apparso certo di potercela fare, con un duro lavoro da compiere però. Dare un’identità al partito e rappresentanza e peso a Roma al Pd calabrese “Oggi inizia una nuova fase dopo due mesi molto difficili per l’Italia e anche per il Pd, in cui, diciamocelo con franchezza, noi non siamo stati all’altezza delle nostre responsabilità. Dalla settimana prossima con l’insediamento del Governo e delle Commissioni, parte davvero l’attività parlamentare, quindi abbiamo voluto dare un segno oggi, assieme al segretario cittadino e capogruppo al comune, parte questo lavoro in sinergia tra rappresentanze in parlamento e livelli locali per vedere di avere una attività in parlamento che possa essere utile per la città di Catanzaro”. Potrebbe, però, non essere sufficiente questa dichiarazione di intenti. Molti, sono, infatti, quelli che vorrebbero la testa di D’Attorre. A puntare il dito, contro il commissario regionale, soprattutto i renziani. D’Attorre è ritenuto, come onorevole eletto in Parlamento, fra i responsabili della totale assenza di rappresentanti calabresi nelle massime cariche governative.




