la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione al “Corso per apprendista pasticcere”, organizzato dall’Associazione Euro nell’ambito delle azioni del progetto “Percorsi di legalità” afferente al PON Sicurezza – Obiettivo Convergenza 2007- 2013 Asse II – Ob. Op. II.6, realizzato dalla in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Erano presenti Luciano Trovato, presidente Tribunale minorenni Catanzaro, Rita Tartaglia, sostituto procuratore della repubblica presso tribunale minorenni Catanzaro, e Francesca Stilla, sostituto procuratore della repubblica presso tribunale minorenni Reggio Calabria, unitamente al direttore dell’istituto Francesco Pellegrino e al Comandante di Reparto Isp. Sup. Antonio Currao, i quali hanno portato i saluti di Angelo Meli, direttore del Centro Giustizia Minorile Calabria e Basilicata, impegnato presso la sede ministeriale di Palermo.
Il progetto ha coinvolto circa 400 giovani del circuito penale i quali hanno usufruito di un percorso di orientamento ed accompagnamento verso l’inserimento nel mondo del lavoro: in particolare, 60 giovani hanno beneficiato di training lavorativi della durata di sei mesi, 46 giovani di training lavorativi retribuiti mensilmente e 14 giovani di training lavorativi a titolo gratuito.
Per i minori ospiti dell’IPM di Catanzaro sono stati realizzati due corsi da 60 ore per la frequenza del corso di pasticcere, un ambito professionale in forte ascesa su tutto il territorio regionale, ai quali hanno partecipato 12 detenuti, i quali, al termine della cerimonia, hanno organizzato un buffet di dolci preparati per l’occasione A condurre i corsi sono stati selezionati due pasticceri della ditta Fragomeni, tra le più rinomate di Reggio Calabria, che da sempre collabora con la giustizia minorile e già premiata con il riconoscimento “Network etico della Giustizia minorile”, nell’ambito del workshop tenutosi a Gambarie d’Aspromonte (RC) nel 2011, premio assegnato non solo per la disponibilità ad ospitare un training lavorativo, ma soprattutto per la sensibilità ed il valore umano aggiunto manifestati nella relazione instaurata con il beneficiario al fine di rendere l’esperienza programmata e offerta una vera alternativa ai modelli disfunzionali sinora conosciuti e sperimentati dal ragazzo.




