Le Stanze Vaticane che Raffaello Sanzio dipinse dal 1509 alla morte (1520) saranno al centro di un incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos che si terrà martedì 17 novembre alle ore 18,00
presso la Sala San Giorgio con l’intervento della studiosa d’arte Prof.ssa Elvira Leuzzi Calveri. L’incontro celebra in 500° anniversario della inaugurazione della prima opera dell’artista nella Stanza della Segnatura “La disputa del Santissimo Sacramento”. Giunto a Roma agli inizi del Cinquecento Raffaello incontrò subito il favore di Papa Giulio II della Rovere per il quale intraprese la decorazione delle Stanze. In quella della Segnatura dopo la Disputa l’Urbinate affrescò la Scuola di Atene, il Parnaso, le Virtù. Subito dopo cominciò a lavorare alla Stanza di Eliodoro dove affrescò “La cacciata di Eliodoro dal Tempio”, il “Miracolo della Messa di Bolsena”, in entrambe le opere spicca la figura di Giulio II, “La liberazione di San Pietro”. La morte del pontefice Giulio II e l’elezione di Leone X dei Medici non interruppe l’attività di Raffaello. Nel quarto affresco della Stanza di Eliodoro, “L’incontro di Papa Leone e Attila”, l’effigie del nuovo pontefice appare nelle fattezze del suo grande predecessore. La terza Stanza vaticana, quella dell’incendio di Borgo, è naturalmente “condizionata” dalla nuova situazione politica. L’artista, in onore di Leone X, racconta quattro eventi di cui furono protagonisti alcuni pontefici di nome Leone:
“L’incendio di Borgo” e “La battaglia di Ostia “ sotto Leone IV e l’Incoronazione di Carlo Magno e la Giustificazione di Papa Leone III, entrambi questi ultimi affreschi furono ispirati ad alcuni fatti di cronaca politica del tempo, quale l’incontro del Papa con il re di Francia Francesco I. La quarta Stanza, quella di Costantino, è invece opera di aiuti. Sia per la Battaglia di Ponte Milvio che per l’Apparizione della Croce abbiamo alcuni disegni originali del Sanzio. E’ probabile che anche gli altri affreschi, il Battesimo di Costantino e la Donazione di Roma siano frutto di una elaborazione di Raffaello. Nella Stanza emergono le qualità del suo allievo prediletto, Giulio Romano.




