Mobbing e stress lavorativo. Presentati i primi risultati dell’indagine condotta sul nostro territorio dalla Commissione pari opportunità del Comune. 383 i casi esaminati (221 donne e 162 uomini), la stragrande maggioranza nel settore pubblico, 65 in quello privato. Un’asimmetria del campione dovuta al rapporto statistico tra lavoratori pubblici e privati con un rapporto di 5 a 1.
Il criterio usato per l’analisi è stato quello di un questionario con domande chiave relative a tematiche fondamentali e strategiche all’individuazione del fenomeno mobbing e di alti livelli di stress lavorativo. 25 i casi riscontrati in assoluto (13 uomini e 12 donne) con una incidenza del fenomeno pari al 6,5 per cento dell’intero campione. Omogeneità nella diffusione tra uomini e donne con una fascia d’età per i primi che va dai 35 ai 45 anni e dai 30 ai 48 per le donne. Le professioni sanitarie hanno una diffusione del fenomeno interno dell’8%. Ed uscendo dallo specifico del mobbing per affrontare la questione stress lavorativo è da notare come alla voce violenza fisica durante l’attività lavorativa: 14 lavoratori su 383 rispondono di sì (12 di questi sono lavoratori della sanità) e qui le donne sono il doppio rispetto ai colleghi maschi. E 22 su 33 quelli tra infermieri, biologi e medici che hanno risposto sì alla domanda se subiscono minacce di violenza fisica sul luogo di lavoro




