“La mafia può forse darvi soldi, donne, macchine blindate, se riuscirete a fare carriera nelle sue cosche. Ma una cosa ve la procura certamente e rapidamente: la morte. Fatela finita, e se per voi non è più possibile tirarvi fuori dalla mafia, evitate almeno che ci entrino i vostri figli” (don Italo Calabrò)
Quattro quartieri scendono in piazza contro la ‘ndrangheta nel nome di Daniele Polimeni. .
Il diciottenne trovato ucciso e il suo corpo carbonizzato, il 30 marzo dello scorso anno a Favazzina. San Brunello, Tremulini, Santa Lucia, Santa Caterina le aree interessate dal corteo “un anno dopo”, organizzato per il prossimo mercoledì, 29 marzo.
Tantissime le associazioni cittadine, i gruppi scout, le circoscrizioni che hanno aderito all’iniziativa. Prima fra tutte: Libera.
L’appuntamento è fissato per le 17:00 nel cortile dell’isolato 51 di via Clearco, in quella che era la casa di Daniele.
Il corteo farà quindi una prima tappa nei pressi dell’asilo di San Brunello. Una sosta scandita dalle parole dell’intervento di don Pietro Catalano, sulla droga.
Il secondo momento è invece dedicato al fenomeno del racket e dell’usura ed è previsto davanti alla chiesa di Santa Caterina.
A concludere simbolicamente la marcia nella piazzetta vicina sarà proprio don Luigi Ciotti.
Durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, gli organizzatori hanno anche fatto un appello affidato alle voci dei genitori del ragazzo ucciso. “Tutti i cittadini sono invitati a partecipare, per chi non potesse farlo basta anche un segno, un simbolo. Non importa che sia una saracinesca abbassata o un lenzuolo, una bandiera appesa alla finestra…”




