Di Ercole Macrì
Primi assoluti su Spotify con 80 milioni di riproduzioni del singolo Magnetic. 55 milioni di streaming, oltre 500 milioni di visualizzazioni su TikTok. Un fenomenale trio norvegese che, accompagnato dal dj olandese Gregor Salto e da Arnold Sax, si esibirà in anteprima italiana il 9 agosto al Le Club di Locri, caput disco mundi per una notte.
Non a Milano City, dunque, né a Milano Marittima e neppure a Rimini/Riccione, ma quaggiù, nella Locride, osso sacro e osteoporotico del Vecchio Continente.
È un risultato strepitoso per la quindicesima edizione del Sunset Festival, uno di quelli impossibili, che mi costringe a fare uso dell’odiata metafora calcistica, consapevole che con le metafore calcistiche si sciacqua la bocca il cretino brillante italiano.
Ma The Bausa in anteprima italiana a Locri, non c’è niente da fare, mi rievoca un po’ la favola di quel Leicester che, risalendo dai bassifondi della Serie C inglese, ha scalato l’Olimpo della Premier League. E naturalmente Claudio Reitano, capitano innamorato del “suo” Sunset, in tutto questo ha un che di Jamie Vardy.
Un risultato strepitoso, dicevo, che, dopo Bob Sinclar, Klingande, Sophie and the Giants, Rose Villain, Marzinotto e Fargetta, permette ancora una volta al Le Club di Locri di accorciare le distanze dal Mamas di Soverato, divertimentificio estivo senza rivali nel panorama notturno calabrese.


E per comprendere fino in fondo la portata globale dell’evento, basti pensare che la prima data italiana successiva a quella di Locri sarà a Milano il 1° novembre. Quasi tre mesi dopo.



