Dal 2006-2007 in avanti quello della Reggina con le penalizzazioni fatto di amore ed odio. Un po’ perché nessun tifoso vorrebbe vedere la sua squadra penalizzata, un po’ perché spesso sono state il lasciapassare per grandi imprese.
Quella di Mazzarri nel 2007, con salvezza da -11 in Serie A, è ancora celebrata sui libri di storia calcistica. Senza la difficile estate del 2006 con i suoi processi sportivi paradossalmente non si sarebbe mai potuto vedere ciò che la squadra capitanata da Alessandro Lucarelli è riuscita a costruire.
Difficile, tra l’altro, dimenticare la stagione 2014-2015 in Serie C. A campionato finito la Reggina, già penalizzata, si vide restituire una parte di punti che la portarono ai play out con il Messina. Come andò finire lo sanno tutti, benché il fallimento cancellò il titolo sportivo ma non quell’impresa centrata al San Filippo di Messina. Penalizzata fu, però, anche la Reggina che arrivò ai play off nella prima stagione dell’era Gallo per le inadempienze relative alle difficoltà economiche precedenti. Alla fine la squadra arrivò comunque a giocare i play off, subendo una eliminazione a Catania dopo aver passato il primo turno con il Monopoli.
Una penalizzazione arrivò anche lo scorso anno in Serie B. L’obiettivo salvezza, fissato a stagione in corso, fu raggiunto con largo anticipo grazie all’arrivo di Roberto Stellone. In attesa di capire se i tre punti di penalizzazione saranno confermti o meno dai prossimi gradi di giudizio, si può dire che la storia della penalizzazioni racconta di annate positive.
Tuttavia, l’obiettivo della società è che queste questioni presto possano finire alle spalle il più a lungo possibile.






