di Grazia Candido – Una imperdibile “irradiazione culturale” sul regista Federico Fellini a trent’anni esatti dalla sua scomparsa.
L’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria omaggia la comunità e tutti i sui studenti con un evento di ampio respiro nazionale, “La poetica visiva di Federico Fellini”, sette appuntamenti con i film della memoria.
Tutti i dettagli dell’ampio progetto, ideato dal Professore Riccardo Perricone, scenografo, costumista e docente del Dipartimento di Progettazione e Arti applicate della Scuola di Scenografia dell’Accademia, sono stati illustrati questo pomeriggio nell’Aula Magna dell’ABARC dal direttore Piero Sacchetti e da Gianfranco Angelucci, scrittore, autore televisivo e sceneggiatore, insieme al maestro, del film “Intervista” di Federico Fellini.
Spetterà proprio ad Angelucci condurre, domani mattina, l’articolato seminario dove saranno presi in esame i grandi capolavori degli anni Settanta e Ottanta del maestro del cinema che ha reso l’Italia famosa in tutto il mondo come il paese della “Dolce Vita”.
“Quella che offriamo ai nostri studenti e non solo, è un’occasione unica per ripercorrere la vita e la carriera di uno dei più grandi registi della storia del cinema, ideatore di film di fama internazionale, narratore originalissimo dell’Italia del suo tempo – afferma il direttore Sacchetti -. Dal 18 Aprile al 18 Maggio, in cinquanta ore complessive di programmazione, saranno proiettati sette capolavori del regista romano. Il nostro intento non vuole essere un’operazione nostalgica ma, insieme al maestro Angelucci, vogliamo rilanciare l’invito a salvaguardare la memoria culturale”.
A ricordare il mito di Fellini ci pensa la professoressa Patrizia Giancotti che ribadisce come “si dia per scontato che tutti conoscano il grande regista ma in realtà, oggi, in molti non hanno visto i suoi capolavori e sono importanti questi eventi che consentono grazie a filmati inediti, di conoscere la poetica onirica di Federico”.
“Ho sceneggiato con Fellini il suo penultimo film, l’Intervista, con il quale fa capire che ciò che può salvare è quello strumento di conoscenza, quel deposito di memoria individuale e collettiva, privata e pubblica, che è l’amarcord degli affetti e delle emozioni, le finzioni di fantasia, i retroterra vibratili e fervidi del lavoro – spiega Angelucci -. La mia relazione professionale con questo gigante del cinema è durata quasi tutta la vita di Federico: l’ho conosciuto con una tesi di laurea e ci siamo lasciati quando è scomparso. Oggi, che si celebrano i 60 anni del film “8 ½”, i 50 di “Amarcord”, i 40 di “E la nave va” e si festeggia il trentennale del suo Oscar alla carriera, non potevo non essere qui con gli studenti di Reggio Calabria per raccontare quello che mi è capitato nella vita. E’ stata una grande fortuna conoscere Fellini e per me è un dovere trasferire nei giovani quello che ho imparato nel tempo”.
Più volte lo sceneggiatore si rivolge proprio ai tanti studenti presenti in aula per rassicurali perchè “hanno un futuro e ci sarà sicuramente, qualcuno che cambierà il binario di percorrenza così come è accaduto a lui”.
“Fellini è stato l’unico regista al mondo a conquistare 5 Oscar, è stato il più grande autore cinematografico italiano e dobbiamo avere nei confronti di questi artisti una immensa gratitudine perché sono tutta la nostra cultura – conclude Angelucci -. Un’Accademia di Belle Arti come questa di Reggio Calabria particolarmente porosa e sensibile al cinema, grazie anche al suo direttore e ai suoi docenti, è una realtà che va supportata e fatta conoscere al Paese. Questi eventi salvano la memoria storica dell’Italia e parlare della cultura cinematografica del ‘900, significa dare luce a quei capolavori che hanno segnato la crescita cultura, civile e artistica della Nazione. Sarà emozionante rivedere i film di Fellini e ci serviranno a credere in noi stessi, in questo Paese, in un futuro diverso. L’arte ci fa sempre vincere, la religione dell’arte unisce tutti gli uomini mentre, le altre li dividono, li fanno combattere l’uno contro l’altro. Nel nome dell’arte, non si è mai ucciso nessuno e tutti sono andati avanti. Andremo avanti anche noi preservando la nostra memoria storica e il lavoro di uomini e donne che ci hanno lasciato un patrimonio inestimabile da preservare e far conoscere alle nuove generazioni”.





