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La crisi del calcio italiano parte dalle serie inferiori

4 Settembre 2022
in Notizie archivio
Tempo di lettura: 2 minuti
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La crisi del calcio italiano parte dalle serie inferiori

La vittoria degli Europei è stata una boccata d’ossigeno veloce, passeggera e breve. Come la luce negli occhi che non ti consente di vedere bene le cose. E infatti non appena si è tornati in campo, per delle sfide che apparivano scontate come quelle per l’accesso ai Mondiali di Qatar 2022, ecco che la crisi è rivenuta a galla. Livello tecnico basso, poca progettazione, bilanci in rosso, casse vuote e mancanza di talenti.

Ma la crisi del calcio italiano non è solo quella dei top team, delle squadre internazionali, della prima fascia della Serie A. Si tratta di una crisi più profonda, più intima, che inizia dalle categorie inferiori. Come si legge su Forbes, infatti, la ricchezza di un campionato è determinata dall’ammontare dei contributi riservati alle squadre delle serie inferiori. È qui infatti che si trovavano i campioni di provincia, è qui che sono esplosi i nostri fenomeni. Vicenza ha visto l’alba di Roberto Baggio, Padova ha visto nascere Alessandro Del Piero, Prato ha esultato ai primi gol di Christian Vieri. Eppure queste squadre stanno scomparendo: dal 2010 a oggi si sono perse 32 società, passando da 132 club professionistici ai 100 attuali, con una sofferenza particolare soprattutto per la Serie C.

Così le squadre, per riparare i bilanci, sono costretti a cedere i loro talenti all’estero non appena sbocciati. È successo a Lorenzo Lucca, che dal Pisa è volato ad Amsterdam, sponda Ajax, per diventare il primo italiano con la maglia dei Lancieri. Ma a pesare in maniera particolare sulle casse dei club di Serie B e di Serie C è il mancato apporto delle sponsorizzazioni legate al gioco online. Per questo alcune aziende come Starcasino, brand che ha alle spalle l’esperienza del gruppo svedese Betsson, hanno cercato nuove forme di collaborazione, sostenendo alcuni club di Serie A mediante nuove tipologie di partnership legate all’informazioni sul calcio, come avviene ad esempio per il Milan.

L’ultima idea, in questo senso, è stato un podcast condotto dalla storica voce rossonera di Carlo Pellegatti: 30 episodi, disponibili su Spotify e sugli altri digital store, per parlare dei grandi successi del club e dei campioni che hanno vestito i colori dei Diavoli.

Campioni che arrivano sempre di più dall’estero, perché i nostri vivai hanno smesso di produrli. Serve quindi una riforma capillare e articolata del nostro calcio, a partire dalle serie inferiori. Perché è qui che il calcio abita.

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