di Grazia Candido – “L’estate sta arrivando e Reggio non lo sa”. Di questo e tanto altro, se ne è discusso questa mattina presso un noto gazebo sul lungomare insieme ai presidenti dei movimenti “Reggio sette punto zero” e “Reggio Attiva”.
Ernesto Siclari e Giuseppe Sergi hanno fatto il punto sull’attuale situazione affrontando i problemi legati alla mancata programmazione delle estati reggine soffermandosi su quella imminente che “come al solito, di certo ha tanta incertezza a causa di amministratori incapaci a programmare”.
“Sta arrivando un’altra estate e mentre nelle altre città d’Italia dove si ha un clima e un mare peggiore del nostro, la bella stagione è già pianificata, da noi tutto tace – esordisce Sergi -. Luglio è alle porte e ancora, non sappiamo se il Lido Comunale sarà aperto, cosa faranno al Tempietto, non sappiamo cosa questa Amministrazione disporrà per i gazebo sul lungomare e se rifarà i dehors, esperimento infelice imposto l’anno scorso, che ha aiutato qualche imprenditore creando molti problemi a tantissimi altri e ad una comunità intera. E’ sicuramente bello parlare di aeroporto, di alta velocità però, la gente per venire a Reggio Calabria, non ha solo bisogno di un aereo o di un treno ma vuole delle buone motivazioni per trascorrere l’estate da noi”.
Il presidente del movimento “Reggio Attiva” punta il dito sull’inesperienza di amministratori che “invece di programmare le iniziative per l’estate di anno in anno, come fanno gli altri Comuni incentivando e coinvolgendo le forze attive del territorio, qui si organizza qualche evento a Giugno o a Luglio”.
“Gli imprenditori reggini e i cittadini vogliono sapere cosa succederà, se saranno costretti a vivere lo sfacelo avvenuto l’anno scorso con il cambio del senso di circolazione a causa dei dehors – aggiunge Sergi -. E poi, il Lido comunale è diventato una barzelletta quando invece, sarebbe stato un’altra importante struttura ricettiva che avrebbe aiutato molto l’economia locale. I nostri movimenti vogliamo essere uno stimolo per tutte le associazioni, i commercianti, i professionisti perché è arrivato il tempo che questa Amministrazione si avvalga del supporto dei cittadini. Siamo tutti bravi a lamentarci sui social ma poi, di fatto, c’è poca gente che mette la propria faccia e questo è uno dei problemi di Reggio. Se il Lido comunale resta chiuso non è un problema personale ma della collettività”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’avvocato Ernesto Siclari che ci va giù pesante quando dice che “Reggio è amministrata da una banda di improvvisatori seriali”.
“Reggio sette punto zero non sta ferma a guardare una città che sembra assuefatta. Noi non vogliamo stare in silenzio, vogliamo continuare a manifestare da cittadini e abbiamo intenzione di portare avanti una serie di battaglie per il bene di Reggio – aggiunge Siclari -. La stagione estiva è alle porte e, ancora una volta, registriamo una mancata programmazione di questa Amministrazione comunale che non ha la minima visione prospettica di ciò che bisogna fare. Chi attualmente governa, avrebbe dovuto iniziare una programmazione adeguata molto tempo fa, magari coinvolgendo i tanti professionisti che operano in città. Ma siamo di fronte al dilettantismo più becero e quello che più spiace, è che non si fa sistema. Avevo lanciato l’idea di un tavolo permanente sul turismo che non si fermasse mai e coinvolgesse tutte le parti sociali, gli imprenditori ma anche qui esiste una incapacità di portare avanti delle azioni programmatiche. E’ ancora possibile programmare una stagione, bisogna solo volerlo”.
Poi l’ultimo affondo del Presidente del movimento: “Alla città serve un sindaco, non un facente funzioni. Un primo cittadino democraticamente eletto dal popolo perché non è possibile che Reggio resti in questo abbandono”.
“Perché dobbiamo rimanere sempre in una situazione di emergenza? – si domanda Siclari -. Se come dicono questi amministratori ci sono problemi di cassa, si possono attivare soluzioni alternative per sanare tutto ciò che non va e far vivere i cittadini in condizioni adeguate. Sicuramente, serve protestare, è necessario far sentire la nostra voce. Dopo la nostra protesta, per esempio, il tapis roulant sarà ripristinato grazie al coinvolgimento di privati che copriranno una parte dei costi della manutenzione”.






