Il 24,5% dei ragazzi tra i 14 e 17 anni residenti a Trebisacce (CS) che hanno partecipato alla ricerca ha dichiarato di prendere parte a manifestazioni in piazza o a scuola con regolarità. Un dato che risalta rispetto al 20,8% del campione nazionale. A Trebisacce la mobilitazione operata insieme ad altri è intesa come una pratica di protesta. I temi rispetto ai quali i giovani intervistati si attivano sono la questione climatica e il dibattito riguardo i diritti civili. Ma oltre alle tematiche centrali che interessano la maggioranza dei ragazzi italiani, nella provincia cosentina sono cardine questioni quali la disoccupazione, la criminalità organizzata e la cattiva gestione della sanità, problematiche endemiche al territorio calabrese.
Lo sguardo degli intervistati sul locale è acuto e in grado di mettere in luce divari di cittadinanza importanti tra gruppi di persone e tra territori. Nel caso di Trebisacce sono due criticità rilevanti del contesto regionale: il lavoro manca o è sfruttato e senza dignità e la precarietà del diritto a curarsi, messo a dura prova da anni di commissariamento della sanità regionale e dalle dismissioni di alcuni presidi ospedalieri. Rispetto questi temi di giustizia sociale il 18,3% dei ragazzi intervistati a Trebisacce si mobilita in maniera assidua anche attraverso la pratica di firma e sostegno di petizioni.
Questi sono alcuni dei risultati della ricerca realizzata dall’Università della Calabria – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali che ha indagato le forme, i modi e i luoghi della partecipazione civica tra i giovani residenti a Trebisacce, uno dei cinque territori dove si svolge il progetto RIPARTIRE. Le dimensioni individuate – attenzione civica, impegno civico, partecipazione istituzionale e attivismo – sono state indagate con un questionario online mentre l’approfondimento realizzato in un focus group con i 16-17enni ha permesso di cogliere più in profondità le attività aggregative e/o associative e l’opportunità che esse offrono a ragazzi e ragazze di mettersi in gioco.
Ciò è stato reso possibile grazie all’impegno dell’Associazione Passaggi e dell’ I.T.S. G. Filangeri che sono partner di progetto per il territorio del comune calabrese. La collaborazione tra educatrici, docenti, istituzioni e realtà del territorio ha permesso anche a questa azione del progetto di creare delle interazioni proficue che hanno incrementato le opportunità per la comunità locale.
Quasi il 44% degli intervistati dichiara di usare i social network per informarsi su temi di attualità. Emerge nei giovani una propensione a tenersi informati su ciò che accade nel mondo e a partecipare alla discussione sui social network. La discussione, online e in presenza, assume un ruolo cardine per i giovani, soprattutto se svolta nel gruppo dei pari, con amici o compagni di classe. L’esercizio della parola e la sua circolazione sono strumenti di conoscenza e approfondimento di specifici argomenti, ma rafforzano anche le competenze dell’ascolto e del dialogo. I ragazzi chiedono una scuola orientata maggiormente al dialogo e all’informazione sull’attualità.
“I giovani hanno infatti il diritto di apprendere, di sviluppare competenze e di coltivare le proprie aspirazioni e talenti. Ma la povertà educativa genera spesso un circolo vizioso e toglie loro questo diritto. Per questo dobbiamo ripartire proprio dagli adolescenti, dalle loro sensibilità verso temi di rilevanza sociale, dalle esperienze di partecipazione e anche dal loro mancato coinvolgimento. Solo il protagonismo diretto di studenti e studentesse può essere la risposta alle nuove sfide del contesto attuale” afferma Cosimo Chiesa, Project manager di Ripartire.
Le priorità della “generazione Greta”. Un giovane su 5 partecipa alle manifestazioni e la maggior parte dei ragazzi concorda sulla necessità di mobilitarsi in prima persona per cambiare le cose, soprattutto su tematiche importanti, come per esempio il movimento Fridays for Future di Greta Thunberg contro i cambiamenti climatici. Fra gli argomenti che più coinvolgono i giovani c’è appunto la questione ambientale. Un tema presentato come “emergenza collettiva” ma anche qualcosa che ha ricadute su sé stessi, per la qualità della vita nel futuro. Non solo ambiente, però ma anche diritti, tema che emerge tra gli argomenti di interesse condivisi. Il riferimento è all’uguaglianza, al riconoscimento e al rispetto delle differenze, alla parità di opportunità, ma anche alla salute, alla povertà, fino alle condizioni più acute di esclusione sociale.
La scuola, un luogo dove apprendere la democrazia. La scuola rappresenta il contesto in cui ragazzi e ragazze con background familiari e culturali differenti si incontrano quotidianamente e per diverse ore al giorno oltre che il luogo dove si impara a interagire con il mondo adulto. La scuola che vorrei – sembrano voler dire i giovani intervistati – è una scuola che insegni a stare nel mondo nel rispetto di sé stessi e degli altri, puntando la propria attività educativa sia alla costruzione della propria identità sia in relazione al mondo esterno dando le competenze per vivere in società, inserirsi nel mondo del lavoro, partecipare alla politica orientandosi in modo consapevole e autonomo.
Il progetto. “RIPARTIRE – Rigenerare la partecipazione per innovare la rete educante”, è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e realizzato da ActionAid insieme a Fondazione Openpolis, BiPart Impresa sociale, Fondazione Human Foundation, La Fabbrica Spa, Transparency International Italia e Università della Calabria; i comuni di Ancona, Pordenone, Trebisacce (CS) e Roma (Municipio VI); Il Dipartimento per le Politiche di Coesione – Presidenza del Consiglio dei Ministri; cinque associazioni/cooperative sociali: COOSS Marche, Fondazione RagazzinGioco, Mètis, Associazione Passaggi ed éCO; cinque scuole secondarie di secondo grado (a Roma, Pordenone, Trebisacce, Ancona, L’Aquila). Il progetto, fino al 2023 coinvolgerà oltre 3.000 ragazzi e ragazze, 200 docenti, 500 genitori, 55 rappresentanti di istituzioni locali per costruire una leadership civica di giovani capace di creare a sua volta nuove opportunità educative e sociali attraverso la co-progettazione, mobilitare risorse comunitarie e promuovere azioni di advocacy verso decisori politici pubblici.
RIPARTIRE è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org





