Si è svolta presso il dipartimento Agricoltura Risorse Agroalimentari e Forestazioni un importante
Tavolo Tecnico con la presenza del Dirigente Regionale Dott. Giacomo Giovinazzo, del Presidente
Associazione Regionale Allevatori Calabria Michele Colucci, del Presidente Provinciale Associazione Allevatori della Provincia di Reggio Calabria Dott. Domenico Tripodi, del Direttore del Servizio di “Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche” dell’ASP di Reggio Calabria Dott. Giuseppe Giugno e del Presidente del Parco Nazionale Dell’Aspromonte Leo Autelitano, nonché del rappresentante sindacale agricolo Angelo Politi, in rappresentanza delle Organizzazioni di Categoria CIA e CONFAGRICOLTURA.
Oggetto del tavolo tecnico, voluto fortemente dal Presidente Regionale Allevatori Calabria e dal
Presidente Provinciale Allevatori di Reggio Calabria, sono state tutte le criticità di un settore che, oggi più che mai, è messo a dura prova, per sensibilizzare le varie autorità ad un’azione sinergica volta al miglioramento del nostro territorio.
Grandissima soddisfazione da parte dell’Associazione Regionale Calabria con il Presidente Michele
Colucci che prende atto della piena disponibilità ad operare in sinergia per la risoluzione delle varie problematiche riguardanti gli allevatori con il Servizio Veterinario da parte del Dirigente Regionale Agricoltura Dott. Giacomo Giovinazzo e del Direttore del Servizio di “Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche” dell’ASP di Reggio Calabria. “L’unione di intenti da parte di tutti gli amministratori e la volontà di remare tutti dalla stessa parte –afferma il Presidente Colucci – rappresenta un’ottima base di partenza a tutela di tutti gli allevatori della Provincia di Reggio Calabria.”
Altro tema discusso è stato la questione lupi e cinghiali, che sta attanagliando l’intera provincia di Reggio Calabria, di fatto causando gravi danni agli allevatori di bovini e ovicaprini.
“Per i cinghiali stiamo procedendo alla stesura di un piano di abbattimento selettivo che sarà presto operativo, – dice il Presidente del Parco dell’Aspromonte Leo Autelitano –poiché il loro sovrannumero provoca ingenti danni diretti e indiretti alle colture agricole e forestali e rappresenta un fattore di notevole rischio per l’incolumità delle persone.”
Considerando giustamente che i predatori in questione sono specie protetta, chi tutela i diritti di coloro i quali hanno investito soldi e tempo in questa delicatissima attività? In altre parole, se oggi permettiamo ai lupi di azzannare le greggi senza colpo ferire, un domani non lontano la zootecnia presente sul territorio si ridurrà o addirittura sparirà. Chiaro il messaggio lanciato dal Presidente Provinciale dell’Associazione allevatori di Reggio Calabria Dott. Domenico Tripodi: « E’ necessario trovare dei deterrenti e a tal proposito sono necessari ed urgenti dei tavolo tecnici con Asl, Città Metropolitana, Regione, Parco Nazionale dell’Aspromonte, Forestale e, non ultimi, allevatori, per studiare strategie contro gli assalti dei lupi, o meglio, dei branchi formati in prevalenza da cani inselvatichiti e da ibridi nati dall’unione lupo-cane. Abbiamo insistito con la Regione – prosegue il vulcanico Tripodi – per ottenere un finanziamento cospicuo da utilizzare in due distinte direzioni: diagnosi del problema e successiva terapia rivolta agli allevatori. In pratica, soldi per azioni di monitoraggio e prevenzione, oltreché da destinare ai risarcimenti degli allevatori colpiti.
Occorre una politica di sostegno in favore degli allevatori, costretti a convivere con una realtà che li sta portando verso la cessazione della loro attività. In questo caso l’intervento di un solo ente, da solo, fa poco; ecco perché dobbiamo sederci attorno a un tavolo e salvare capra e cavoli, pardon,
agnelli e lupi».
Il tavolo si conclude con l’intervento del Dirigente Regionale Agricoltura Dott. Giacomo Giovinazzo che sottolinea e ribadisce la necessità di “ dare voce agli allevatori con l’organizzazione di una assemblea dei soci allevatori, con la presenza di tutte le autorità interessate, non appena la pandemia lo permetta, in modo da capire le reali problematiche e redigere un piano di intervento che vada nella giusta direzione cioè il bene degli allevatori.”






