STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
mercoledì, Aprile 22, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home In evidenza

Processo d’Appello strage Quargnento, i legali Federico e Mazzù: “Le famiglie delle vittime non cercano vendetta ma giustizia”

5 Febbraio 2022
in In evidenza, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 5 minuti
0
Processo d’Appello strage Quargnento, i legali Federico e Mazzù: “Le famiglie delle vittime non cercano vendetta ma giustizia”

di Grazia Candido –  A 27 mesi dalla scomparsa di Antonino Candido, giovane vigile del fuoco ucciso nella strage di Quargnento, la notte tra il 4 e il 5 Novembre del 2019, insieme ai suoi due colleghi Marco Triches e Matteo Gastaldo, gli avvocati Fabio Federico e Sergio Mazzù, legali rispettivamente di Angelo e Ilaria Candido e Maria Stella Ielo, sono pronti ad affrontare il processo in Corte d’Appello fissato per il prossimo 2 Marzo a Torino contro i coniugi Gianni Vincenti e Antonella Patrucco già condannati in primo grado a 30 anni per omicidio volontario plurimo con dolo eventuale. Una ferita che si riapre anche se “in realtà non si è mai chiusa, sanguina sempre”, dice la mamma di Nino che, insieme ai parenti delle altre vittime e dei superstiti, spera nella riconferma della pena.

Un anno dopo la sentenza di primo grado con la condanna dei coniugi Vincenti, tornate a rivivere quella tragica notte dove persero la vita tre giovani uomini dello Stato. Come vi state preparando?
“L’appello è una fase sul piano giudiziario che non prevede una fase istruttoria quindi, ci si limita ad esporre le proprie linee difensive – afferma l’avvocato Federico -. E’ logico che difenderemo e sosterremo quello che è stato già deciso dal Giudice di primo grado e che, a nostro avviso, la Corte di Assise di Alessandria ha ben individuato in termini di fatto e di diritto sulle responsabilità degli imputati. In base alle notizie apprese sul cambio della compagine difensiva da parte del Vincenti, la nostra linea potrà subire una eventuale rimodulazione”.
Questo è un processo complesso e, probabilmente, i coniugi Vincenti puntano ad una strategia per far ridurre la pena di 30 anni di reclusione.
“E’ comprensibile che sul piano difensivo, gli imputati stiano facendo scelte valutative diverse rispetto a quelle fatte sino ad ora: la strategia difensiva tendeva a chiarire il più possibile gli aspetti relativi ai fatti accaduti negando le effettive responsabilità – spiega il penalista Federico -. La sostanziale mancanza di un vero pentimento che non si è poi concretizzato se non in una dichiarazione molto sommaria di scuse nei confronti dei familiari delle vittime da parte del Vincenti, è il punto di partenza della nostra difesa perché si comprende che le dichiarazioni rese e tutto quello che si è fatto durante il primo grado, compreso il tentativo di far passare il dolo, è stato frutto di una strategia difensiva funzionale esclusivamente a tutelare i propri interessi. E, ancora una volta, non si è pensato alle vittime di questo delitto”.

Avvocato Federico, in sostanza, non c’è stato alcun intento riparatore da parte dei coniugi nei confronti dei parenti delle vittime né la dimostrazione di aver capito la gravità della condotta assunta. Una telefonata del Vincenti avrebbe potuto salvare i vigili del fuoco.
“Esattamente e a questo si aggiunge l’aver poi creato uno schermo sul piano patrimoniale in modo da rendere impenetrabile e non risarcibile il danno che loro hanno cagionato ai familiari di Nino, Matteo e Marco. Questo rende ancor più grave il fatto perché le vittime hanno subito la perdita di un familiare che non potrà essere più colmata e non hanno avuto la possibilità di avere una prospettiva risarcitoria sia sul piano morale sia sul piano economico. Il loro danno è integro, perenne e costante mentre i Vincenti avranno una prospettiva rieducativa. Anche di fronte a pene così elevate, la nostra Costituzione garantisce un reintegro nella società e ad entrambi gli imputati sono concessi i benefici penitenziari. Quindi, se per i due responsabili ci sarà, un giorno, un fine pena, ai familiari delle vittime è stata inflitta una pena permanente, un dolore incessante, non colmabile né risarcibile. I genitori di Nino Candido convivono con una ferita profonda, inguaribile e non si cicatrizza perché neanche sul piano morale vi è stato l’effettivo pentimento di chi ha commesso il delitto”.
Le famiglie delle vittime sperano nella riconferma della pena ma hanno anche tanta paura che possa cambiare l’esito.
“In questo momento storico, l’unico punto di riferimento sono le istituzioni, l’autorità giudiziaria e le norme che si conformano alla nostra Costituzione il che vuol dire che, comunque, noi dobbiamo accettare qualsiasi sia il risultato che verrà da quel giudizio. Nell’eventualità di una sentenza non conforme ai nostri desideri, dobbiamo accettarla. Dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni e abbiamo il dovere di continuare l’esempio dato dai tre vigili del fuoco: il senso del dovere nello Stato e nelle regole cosa che non hanno fatto gli imputati in questo processo. Le famiglie delle vittime non cercano vendetta ma giustizia. Qualche mese fa, si è svolto un incontro inerente la giustizia riparativa nei procedimenti di reati in ambito familiare organizzato dalla Camera Penale di Roma e al quale hanno preso parte la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, magistrati e vari componenti delle istituzioni, per affrontare l’esigenza di predisporre un progetto concreto di giustizia riparativa che può riguardare una gran parte di reati. Se non puntiamo ad una riconciliazione, ad una struttura che possa riparare le persone offese, le vittime dal reato subito, immettiamo nella società uno Stato di conflittualità perenne che genera disordine, disorientamento e un senso di ingiustizia. La necessità di avere una giustizia riparativa implica che il sistema giudiziario e la Magistratura devono creare quelle strutture che possano riparare, quando è possibile, la frattura sociale determinata dal reato”.

Una serie di pratiche che mettono la vittima al centro della risposta alla criminalità e, allo stesso tempo, tendono a responsabilizzare l’autore sugli effetti delle proprie azioni. Avvocato Mazzù, i coniugi Vincenti non hanno tenuto conto dei rischi ai quali sarebbero andati incontro i vigili del fuoco a causa del loro comportamento.
“Non solo non hanno considerato che la seconda esplosione avrebbe potuto uccidere tutti i soccorritori che si trovavano nel cascinale ed è giusto puntualizzare che i vigili del fuoco hanno il compito e il dovere di ripristinare le condizioni di sicurezza del luogo su cui intervengono, ma non hanno nemmeno provato a salvare la vita di chi stava per perdere la propria pur di aiutarli. E tutto questo per acquisire il risarcimento assicurativo”.
Una cosa è certa, va chiusa la discussione inerente l’accusa di imprudenza all’operato dei vigili del fuoco.
“Con la nostra linea difensiva, cercheremo di ribadire ciò che già la Corte di Assise ha accertato sulla condotta dei vigili del fuoco avvenuta nel pieno rispetto delle linee guida che devono utilizzare e seguire. Tutti gli interventi eseguiti in quella tragica notte da Nino, Matteo, Marco e da tutti i vigili del fuoco sono stati svolti scrupolosamente per garantire l’incolumità personale ed altrui visto che non vi era la certezza che all’interno del cascinale non vi fosse qualcuno. Le stesse difese degli imputati hanno cercato di mettere in discussione ciò ma, in maniera perentoria, la Corte di Assise ha ribadito il buon operato delle vittime. Ci batteremo perché sia riconosciuta ai vigili del fuoco la condotta pienamente scrupolosa e nel rispetto delle regole”.

Post precedente

Calabria, Nesci: “Con nuovi fondi 2.700 posti per il servizio civile”

Post successivo

Reggina: adesso è un’odissea, ko anche a Terni

Post successivo

Reggina: adesso è un'odissea, ko anche a Terni

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it