
Riceviamo e pubblichiamo – Non vorrei infierire ulteriormente su una città già in ginocchio per vari motivi e capisco che evidenziare lo stato di sporcizia assoluta che regna incontrastata tra
le nostre strade è come sparare sulla Croce Rossa, ma ci sono casi in cui allo sdegno e alla rabbia si aggiunge la preoccupazione. Preoccupazione che le foto allegate giustificano in pieno. Siamo a Reggio,siamo nella Città Metropolitana,siamo nella città della gioia e dei giovani o di ciò che resta di quel “modello”, siamo ad Archi, periferia nord, siamo in un vicolo, vico De Nava, che ospita decine di famiglie, destinate ad aumentare con l’aumentare vertiginoso delle costruzioni residenziali. Siamo su un asfalto già martoriato da buche di varie dimensioni e siamo circondati da un cumulo agghiacciante di rifiuti. Siamo, insomma, in piena emergenza sanitaria. Rifiuti di tutti i tipi che aumentano quotidianamente, fino a travalicare persino i cancelli dei condomini, con il timore (fondato) di trovarseli in casa,da un momento all’altro, magari durante la notte quando poveri cani randagi scavano tra i sacchetti, con la speranza di trovare il cibo necessario per affrontare questo rigido inverno. Dicono che a Reggio la pulizia delle strade sia affidata a una società mista, dicono anche che i dipendenti non ricevono stipendi da mesi, ma dicono anche che nel resto della città ogni tanto si decide di far pulizia, tanto per mantenere le sembianze di una città normale. A questo punto è lecito chiedersi perché esistono zone così abbandonate al loro triste destino, perché nonostante le numerose segnalazioni, persino uscire di casa sia diventato così pericoloso e rischioso. Avremmo tante domande da fare, ma per il momento ci accontenteremmo di rivedere le nostre strade fruibili, ci accontenteremmo di poter rientrare nelle nostre abitazioni, senza dover calpestare quintali di spazzatura. Ci accontenteremmo, insomma, di vivere in una città più normale e meno metropolitana….
Ernesto Romeo





